#TS+FF2019 – Spazio Italia: Midday Demons, Cercando Valentina

Due film, due storie italiane, dalla sezione dedicata dal festival al nostro paese, raccontato ora attraverso un’interessante ghost story meridionale, ora dal documentario trasversale su Crepax

Spazio Italia è la sezione del Trieste Science+Fiction Festival dedicata ai protagonisti e alle produzioni del cinema fantastico italiano, in cui sono stati presentati sia classici che lungometraggi, accanto a cortometraggi e web serie.
Di seguito due film che abbiamo visionato: una ghost story tutta nostrana, più un giallo che un horror, ambientata in una piccola realtà di provincia del  sud Italia; il documentario su Guido Crepax, vero esempio di genio creativo nazionale.

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Midday Demons, di Rossella De Venuto 

Presentato in anteprima mondialeMidday Demons vede come protagonista Megan, artista di successo irlandese che vive a Dublino con il marito Leo, un italiano emigrato lì da anni. Alla notizia della morte dello zio di lui, un potente monsignore della chiesa cattolica, la coppia torna in Puglia per sistemare un’inaspettata eredità. Di nuovo a casa, Leo ritrova i vecchi amici e riscopre un mondo che avevo dimenticato. Megan, nel frattempo, è incantata dalla bellezza del luogo e dall’antico palazzo di famiglia. Da sola, chiusa in casa a disegnare, nelle ore più calde della giornata, la controra, Megan viene però disturbate da presenze misteriose, che pian piano porteranno alla luce oscuri segreti legati alla famiglia di Leo.

Alla sua opera prima, Rossella Del Vento immerge quella che sembra la storia di una coppia multi-culturale nella piccola realtà di una provincia meridionale. Ma filtrando tutto attraverso gli occhi della “metà” irlandese, s’intuisce presto che è Megan la vera protagonista, che dalla sua terra importa solo la lingua (a volte adottata in maniera anche troppo disinvolta dagli altri personaggi del luogo). È il suo particolare punto di vista, da “estraneo” in visita in un posto sconosciuto, che trasforma lo scenario folcloristico, fatto di credenze e di tradizioni ataviche, in un esoterismo inquietante. In un progressivo gioco di luci e ombre, l’ambientazione (e l’occhio della regista) si adattano, dividendosi tra la “controra”, luminosa, calda, quasi allucinogena, alla cripta sotto la vecchia casa di Leo, buia e fredda, che ospita insieme ai defunti anche terribili segreti a lungo celati.
Perché come detto, più che un horror Midday Demons si rivela pian piano un giallo. Dopo una prima parte d’atmosfera, che infatti sembra anche troppo scollegata dall’evidente fulcro “investigativo” della trama, viene decisamente fuori nella seconda, proprio in linea ad un aumento d’interesse da parte di Megan. E qui la De Venuto ricorre a quegli aspetti provinciali raccontati spesso dalla cronaca nera, esaltati proprio dalla piccola realtà in cui avvengono, che vedono protagonisti clero, abusi e comunità omertose.
Attorno a questi ruotano lo stesso Leo, suo fratello (il prete interpretato da Federico Castelluccio, storico volto de I Soprano) e tutta la sua famiglia, che nell’arco dell’indagine arriverà a guardare Megan, inizialmente accolta con entusiasmo, con occhi diversi proprio per il suo “mettersi in mezzo”. Pur con rivelazioni magari prevedibili, la pellicola viene elevata dal consumarsi di un’intrigante guerra tra fantasmi. Uno è lo zio di Leo, il potente monsignore De Mondo che anche dopo la sua morte continua ad esercitare la sua influenza. L’altra è in realtà la stessa Megan, che nell’arco del film vien man mano catturata da una pallida luce, come la sua pelle diafana, sempre più intensa fino a farla sembrare appunto debole e morente. È lei che finisce col diventare lo spettro del luogo che terrorizza e turba gli altri abitanti, ma non col suo aspetto bensì con la verità.

Cercando Valentina – Il mondo di Guido Crepax, di Giancarlo Soldi 

Presentato tra gli altri anche nelle Giornate degli Autori di Venezia 76, il documentario parte dalla fine degli anni ’60, quando Guido Crepax intercetta tutte le novità di una Milano in fermento e di una rivoluzione estetica, trasponendoli nel suo fumetto. Valentina è il suo alter ego, una fotografa sognatrice diventata poi un’icona di eleganza e di sofisticato erotismo amata da più generazioni, nonché simbolo d’indipendenza, fascino e seduzione per le donne.

Cercando Valentina è un viaggio che, partendo dal personaggio di Valentina, naturalmente va a scandagliare l’affascinante figura del suo creatore, cercando di risalire alle origini del suo estro geniale. Il lavoro certosino di Giancarlo Soldi si presenta in maniera altrettanto interessante, confondendo passato e presente, dove la narrazione è spesso rarefatta e discontinua, aderendo proprio allo stile di Crepax, le cui seducenti quanto ricche tavole non fanno che sovrapporsi alle diverse testimonianze di amici e parenti.
Un racconto condotto attraverso una suggestiva indagine “noir” dal Philip Rembrandt interpretato da Riccardo Vianello, l’amante di Valentina nelle sue storie, il quale ha il compito di condurre lo spettatore alla ricerca dei luoghi dell’autore e di tutti coloro che hanno non solo amato la sua creazione, ma l’hanno proprio “vissuta”. Attraverso gli aneddoti offerti dalla sua famiglia, allora, capiamo quanto Crepax prendesse spunto dal suo stesso quotidiano a livelli assolutamente estremi, a partire da quel “Milano. Via De Amici 45” (indirizzo scritto sulla carta d’identità di Valentina e corrispondente a quello della sua stessa abitazione), passando per l’esatta riproduzione dell’arredamento di casa, fino alle sue idee personali in fatto di politica e costumi sociali.
A proposito del simbolo di indipendenza impersonato da Valentina, si ripercorre la storia di Linus, storica rivista di fumetti, e dei suoi autori nonché colleghi, che ricordando l’atmosfera vivace di quegli anni portano la discussione proprio allo stretto legame tra l’arte e la realtà ad essa contemporanea: Valentina era una di noi, dicono, proprio nella sua lotta interna alle convenzioni e alle correnti comuni. Tramite pareri di librai, editori, scrittori e registi, si toccano così tutte le forme d’arte, da cui Crepax veniva influenzato e che influenzava a sua volta. In un mirabile gioco intertestuale, allora, si va dalle citazioni alla letteratura russa al gioco da tavola sulla battaglia di Waterloo (da lui ideato e disegnato), dalla musica di Charlie Parker al cinema di Antonioni (con un gustoso collegamento, protagonista anche di una divertente drammatizzazione orchestrata dal regista, a Blow-Up). Un ritratto sentito, completo ed appassionato, da cui emerge la potenza e l’importanza del fumetto in generale, e ovviamente di Valentina in particolare, in termini di universalità, non solo politica, non solo ideologica, non solo artistica, ma soprattutto, capace com’è di scavare nella nostra psiche interiore, oltremodo intima e umana.