"Tu, io e Dupree", di Anthony e Joe Russo

La sceneggiatura è piena zeppa dei momenti commoventi e di presa di coscienza tipici delle 'commedie moralistico-sentimentali' come questa, ma i due fratelli registi sono bravi a tenere il tutto sotto il livello massimo di sbrodolosità – a conti fatti, un film completamente trattenuto, come la furia comica di Owen Wilson che sembra tenuta a freno

I fratelli Russo sembrano avere un talento per i bei cast: dopo il gruppetto dei soliti ignoti a Cleveland (William H. Macy, Sam Rockwell, Luis Guzman, Isaiah Washington…) addestrati da George Clooney nel loro precedente film Welcome to Collinwood, Anthony e Joe in questa nuova opera fanno riunire l'accoppiata vincente di Un corpo da reato di Harald Zwart – Matt Dillon e Michael Douglas, quest'ultimo impegnato ancora una volta nella versione grottesca di Gordon Gekko, dirigente d'industria spietato, severo e crudelissimo, intento a rendere un inferno il matrimonio tra il suo impiegato Carl (Dillon) e la figlia Molly, interpretata da Kate Hudson (unica donna del film perchè per oscure ragioni gli altri personaggi femminili o sono solo nominati oppure appaiono di spalle…). Si diceva allora del bel cast: come se non bastasse il padre-bastardo, infatti, i neosposini devono affrontare la grana-Dupree, l'amico di una vita fannullone e senza tetto con il cuore da adolescente, installatosi in pianta stabile a vivere e dormire sul divano nel salone della nuova casa matrimoniale dei due – ovviamente Dupree è Owen Wilson, e ovviamente l'intruso renderà la vita di coppia appena iniziata di Carl e Molly terribilmente catastrofica: incendi, party a sorpresa per soli uomini, bagni allagati. I fratelli Russo continuano dunque a percorrere la via del remake: solo che Welcome to Collinwood era un 'rifacimento' dichiarato del film di Monicelli, Tu, io e Dupree invece è la reprise di una storia già sentita più e più volte ad Hollywood – e Owen Wilson è passato dall'essere il produttore dei film di Wes Anderson a produrre questo. In effetti, il film in realtà non si basa poi tanto sulle gag, ma sulla tematica agrodolce dell'assumersi le proprie responsabilità diventando adulti, piantarla con le bevute sino all'alba con gli amici e caricarsi sulle spalle il peso della propria esistenza: trovare un obiettivo, come Carl che lotta per far approvare un suo progetto dal capo-suocero, o Dupree, che lasciatosi convincere a dare un senso alla propria vita, si allena in bicicletta sognando di diventare Lance Armstrong – e il leggendario ciclista fa un cammeo nel ruolo di sé stesso in un sogno di Dupree, bissando la sua prova d'attore di Dodgeball – Palle al balzo. La sceneggiatura dell'esordiente Michael Le Sieur è piena zeppa dei momenti commoventi e di presa di coscienza tipici delle 'commedie moralistico-sentimentali' come questa, ma i due fratelli registi sono bravi a tenere il tutto sotto il livello massimo di sbrodolosità. A conti fatti Tu, io e Dupree è dunque un film completamente trattenuto, come la furia comica di Owen Wilson che sembra tenuta a freno, contenuta, tanto che spesso Dillon e Douglas gli rubano addirittura la scena. La trovata migliore dello script di Le Sieur è il continuo riferimento che i due grandi amici Carl e Dupree fanno nei loro dialoghi ai film di Scorsese, e in generale al cinema di gangster ("hey, tranquillizzati, Jake La Motta", quando Carl sospetta di una relazione segreta tra Dupree e sua moglie Molly, e poi il sugo con la cipolla tagliata col rasoio 'alla goodfellas'….). Quello di citare Scorsese quando si è in compagnia è infatti probabilmente uno dei piaceri più dolci dell'avere degli amici.

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Titolo Originale: You, Me and Dupree

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Regia: Anthony e Joe Russo


Interpreti: Owen Wilson, Matt Dillon, Kate Hudson, Michael Douglas, Seth Rogen, Bill Hader


Distribuzione: UIP


Durata: 108'


Origine: Usa 2006

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #7