Tutto in una notte, di John Landis

Perfetta commistione tra commedia e horror nel periodo in cui tutti si accorgevano che il cinema di John Landis era in forma smagliante. Stasera, ore 23.30, Rete 4

Vampiri a Los Angeles. Ancora corpi mutanti nel cinema di John Landis dopo Un lupo mannaro americano a Londra, in una perfetta sintesi tra commedia e tracce di horror. Tutto in una notte è tra i titoli più fiammeggianti del cinema di John Landis. Dove il buio della notte ha, paradossalmente, le illuminazioni e la magia del musical.

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Ed Okin (Jeff Goldblum) è un ingegnere aerospaziale che soffre d’insonnia e che viene tradito dalla moglie. Una notte come tante altre sceglie di uscire di casa. All’aeroporto di Los Angeles s’imbatte in Diana (Michelle Pfeiffer) a cui salva inconsapevolmente la vita. La donna ha contrabbandato alcuni smeraldi che non vuole mollare. E trascina con sé il nottambulo alla ricerca di alcuni amici a cui chiedere aiuto.

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Uscito proprrio nello stesso anno di Fuori orario, Tutto in una notte ne condivide curiosamente l’immagine della città come abisso labirintico che sembra vissuto in soggettiva. Ma l’opera di John Landis, come quella di Martin Scorsese, è un folgorante film sul cinema. Il buio del cinema come quello della sala. Luogo di sogni e visioni. Di un set già costruito che poi si smonta e si distrugge. Dove appaiono altri spettri. Come quello di Elvis Presley e l’auto con la scritta “Il Re è vivo”. L’insonnia di Ed è quello dello spettatore non dormiente. Con ciò che gli accade che regala l’illusione di essere vissuto in soggettiva. In pericolo è lo sguardo. Prima del corpo.

tutto in una notte michelle pfeifferInoltre Tutto in una notte appare quasi come un film che si svolge in tempo reale. Altra illusione e piccolo inganno. Perché in realtà c’è uno sfasamento con quello cinematografico. Ma le ellissi sono come piccole fratture. In un ritmo indiavolato che sembra comprimere tutto. Come in Una poltrona per due. Dove il cinema di Landis era in forma smagliante. In realtà lo è sempre stato. Ma nella prima metà degli anni ’80 tutti lo vedevano.  Rafforzato anche dalla colonna sonora – Into the Night viene eseguita da B.B. King – e da un gruppo di camei che farebbero invidia a chiunque, a cominciare da Don Siegel che esce dal bagno dell’hotel con giovane amante a David Cronenberg (supervisore di Ed alla riunione), da Jonathan Demme (l’agente federale magro con gli occhiali), a Roger Vadim (il rapitore francese il cui nome, Melville, è già un omaggio) per proseguire tra gli altri con David Bowie (il sicario), Lawrence Kasdan (detective che interroga Bud), Jack Arnold (l’uomo in cane con l’ascensore), Paul Mazursky (proprietario della casa sulla spiaggia e amante dell’amica di Diana) per finire con lo stesso John Landis che è uno dei quattro scagnozzi iraniani. Con in più Michelle Pfeiffer, continuo e infinito fascio di luce ‘into the night’.


Titolo originale: Into the Night

Regia: John Landis

Interpreti: Jeff Goldblum, Michelle Pfeiffer, Dan Aykroyd, Irene Papas, David Bowie, Roger Vadim, Paul Mazursky

Durata: 115′

Origine: Usa 1985

Genere: commedia/azione/horror

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