"Tutto tutto niente niente". Incontro con Antonio Albanese

antonio albanese nei panni di Cetto La QualunqueDopo il successo al box office di Qualunquemente, Antonio Albanese si fa in tre. In Tutto tutto niente niente riprende infatti il personaggio di Cetto La Qualunque del film precedente a cui si affiancano anche Frengo Stoppato e Rodolfo Favaretto. Durante l'incontro di stamattina, oltre al comico, erano presenti anche il regista Giulio Manfredonia (che aveva già diretto anche Qualunquemente) e alcuni attori del ricchissimo cast tra cui Fabrizio Bentivoglio, Lunetta Savino, Nicola Rignanese, Vito, Lorenza Indovina e Davide Giordano. Il film, prodotto da Fandango, in sala da giovedì 13 in circa 700 copie.

 

Quanto può essere difficile ripartire dal successo di Qualunquemente?

 

Albanese: Dopo quel film che continuo ad amare, lo scopo era quello di continuare con quel tipo di comicità. Il mio desiderio era quello di sfruttare più ritmi e più gesti. Quindi, lavorare su tre personaggi, tre temi diversi, facce di questo paese . Abbiamo avuto la libertà di fantasticare e questo è stato un grande vantaggio senza condizionamenti. E’ un po’ psicadelico, un po’ drammatico, un po’ grottesco proprio come il nostro tempo.

 

Manfredonia: Di solito fare un numero 2 è un’operazione rischiosa. Quando ho avuto il copione che hanno scritto Piero (Guerrera) e Antonio (Albanese), ho avuto molte sorprese sia nella maniera in cui è stato raccontato Cetto, sia nell’allargamento nei tre personaggi che sono tre visioni di questo paese. E’ stata una grande sfida, più ambiziosa di Qualunquemente, che ci ha portato in Vaticano e in Parlamento.

 

Il film può essere definito anche come una grande storia d’amore?

 

Albanese: Il mio è un grande amore nei confronti di questo paese.

 

Ieri sera a "Che tempo che fa" da Fazio, si è accennato all'ipotesi della tua presenza al Festival di Sanremo

 

Albanese: No, ho un impegno di lavoro e non posso partecipare

 

Come è stato pensato Tutto tutto niente niente?

Albanese: Questo film l’abbiamo scritto un anno e mezzo fa. Poi ci divertiva l’idea del ribaltamento (dalla galera al Parlamento), Volevamo però soprattutto puntare sulla risata, sul movimento fisico, rendendo ridicoli qesti personaggi. E non ci interessava sapere se era reale o meno, altrimenti potevamo entrare nel film con dei draghi o con dei gorilla molto grossi. E non ci siamo tanto appoggiati alla situazione politica

 

E la caduta di governo?

 

Albanese: E' promozionale. E’ stato deciso con l’ufficio stampa per creare attenzione sul film.

Manfredonia: Qualunquemente era un film che parlava della politica italiana. E credo che i due film si somiglino. C’è un riferimento al periodo storico in cui viviamo ma non è attaccato alla cronaca. E’ satira.

 

Per Fabrizio Bentivoglio e Lunetta SavinoCome vi siete inseriti nel mondo di Albanese?

Bentivoglio: Antonio mi ha detto: “Ho questo sottosegretario lisergico e mi ha detto : “Lo vuoi fare tu?”. Conosco Antonio da anni, l’ho visto a teatro, ci siamo affinati in La lingua del santo di Mazzacurati e quindi poi alla fine è stato facile.

Savino: Anche per me è stato divertentissimo. Il mio personaggio è una maschera che prende spunto da dei sintomi della realtà. Una madre del sud così spinta e ambiziosa può esistere

 

Come nasce la figura di Rodolfo Favaretto?

Albanese: Parte da lontano, dalla mia frequentazione col Veneto. Nasce anche da un suono, da quel dialetto.

 

E il cast?

Albanese: Quando con Giulio (Manfredonia) e Piero (Guerrera) abbiamo immaginato il cast (oltre ai fedelissimi Nicola Rignanese e Lorenza Indovina) abbiamo visto come si sarebbe arricchito con Lunetta Savino e Fabrizio Bentivoglio. Giulio ha poi la grande capacità di saper protegger la recitazione.

 

Bentivoglio, visivamente a chi si è ispirato?

Bentivoglio: La figura da cui siamo partiti è Karl Lagerfeld, indicata dai costumi e la pettinatura

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Come è venuta l’idea del Tuca Tuca dei Raffaella Carrà all’incubo erotico?

 

Albanese: Mi piaceva vedere Cetto davanti a lei gioiosa. Non ci sono motivi razionali forse viene dall’inconscio. L’idea ci è venuta un anno e mezzo fa.

 

E il prossimo progetto?

Albanese: Il mio prossimo film sarà con Gianni Amelio. Inizieremo le riprese tra febbraio e marzo. Il titolo dovrebbe essere L'intrepido.