Ucraina, come un canale Telegram sta aiutando a contrastare le fake news russe

Così come Twitter era stato il motore delle rivolte della Primavera Araba nel 2010, oggi Telegram è l’unico strumento di libera informazione possibile in una zona di guerra

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Mentre sul fronte militare è tuttora in corso il tentativo di invasione dell’Ucraina da parte della Russia e sul terreno cyber si stanno confrontando due eserciti di hacker in rappresentanza dei due schieramenti politici, l’informazione del popolo ucraino si affida totalmente alle piattaforme di social network. Come Twitter era stato il motore delle rivolte della Primavera Araba di una decina di anni fa, oggi Telegram è l’unico strumento di informazione possibile in una situazione di accerchiamento totale come quella che sta vivendo il popolo ucraino. Quello che attualmente risulta il canale più seguito è @UkraineNOW con oltre un milione di iscritti, una piattaforma che, come ricostruito da Wired, nasce inizialmente col nome di @COVID19_Ukraine, un canale governativo con lo scopo di diffondere informazioni utili riguardo la pandemia di Covid-19. Il canale ha rapidamente cambiato nome e “missione” nel momento stesso in cui l’esercito russo ha iniziato a marciare in direzione dei confini ucraini. Da quel momento @UkraineNOW ha postato ogni giorno le ultime notizie di guerra e le informazioni utili riguardo approvvigionamenti e spostamenti sul suolo ucraino, diventando immediatamente una fonte preziosa ed essenziale per ogni cittadino.

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Se da un lato l’obiettivo del canale è quello di informare, dall’altro è fondamentale cercare di contrastare la grande quantità di fake news provenienti dai media russi e soprattutto dal capillare lavoro del cyber-esercito di hacker coordinato dall’intelligence militare russa (GRU). L’agenzia tecnologica ucraina che si trova dietro la creazione e la gestione del canale, ha spiegato come ogni post condiviso sia soggetto di un accurato processo di fact-checking, in cui il post deve superare una prestabilita “gerarchia di approvazione”. Rispetto ad altre piattaforme come Facebook, Twitter o Youtube, utilizzate in modo efficace da diversi funzionari ucraini, Telegram si distingue soprattutto per il numero illimitato di iscritti consentiti su un canale. Pavel Durov, il fondatore russo di Telegram che recentemente aveva fatto notizia in Italia per aver oscurato alcuni canali No Vax e No Green Pass, ha deciso di non porre alcuna limitazione ai canali russi e ucraini, pur sottolineando l’impossibilità di controllare la veridicità di ognuna delle notizie diffuse sulla piattaforma.

Mentre la possibilità di raggiungere milioni di utenti in qualche istante è unica ed irrinunciabile, gli utenti privati non devono in alcun modo provare ad emulare questo modello che potrebbe comportare diversi rischi per la sicurezza personale. Coordinare un movimento di resistenza utilizzando conversazioni e chat non crittografate è totalmente sconsigliabile, poiché ognuno di questi metodi di comunicazione è poco sicuro e facilmente monitorabile.

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