Un amico molto speciale, di Alexandre Coffre

Un amcio molto spaciale, di Alexandre CoffreÈ la sera della vigilia di Natale a Parigi: i festoni amplificano il magico fascino della città, i comignoli sbuffano e le stelle decorano di naturale bellezza il cielo. L’atmosfera appare perfetta per conciliare i sogni dei più piccini, colmi d’eccitazione per il lieto arrivo del vecchino barbuto vestito di rosso. Babbo Natale però, agghindato con una cavigliera dotata di GPS, è in libera uscita dalla prigione non certo per portare doni di casa in casa. Conosce folletti trotskisti ed è in combutta con l’Uomo Nero a cui deve un cospicuo gruzzoletto. Durante le ore di quest’unica notte il caro Babbo Natale sui generis seguirà una lista speciale, con su scritti gli appartamenti vuoti dove depredare ori e preziosi. Durante la forsennata razzia approderà sul balcone del piccolo Antoine, un bimbo di sei anni, il cui unico desiderio è quello di salire sulla slitta trainata dalle renne per raggiungere la stella più luminosa del cielo e salutare il suo papà. Il rendez-vous tra il ladruncolo e il sognatore da inizio ad un rocambolesco guazzabuglio: dapprima Babbo Natale è vistosamente infastidito dalla presenza del piccolo, ma poi, l’esile corpicino unito al grande coraggio si rivelano il mix perfetto per portare a compimento i suoi piani e togliersi dalle calcagna il malvagio uomo nero e i suoi complici balordi.

Dopo Tutta colpa del vulcano il regista Alexandre Coffre si dedica a questa favoletta moderna, a tratti irriverente ma priva di scrittura audace, per regalare edulcorate emozioni a grandi e piccini. Al suo terzo lungometraggio il regista non riesce nuovamente ad assecondare le trovate epifaniche e scanzonate che tinteggiano a sprazzi il film, preferendo un registro alquanto trito nonostante le buone intenzioni. Ed è un peccato. Perché inseguendo fino all’ultimo la volontà di non turbare gli animi dei "bimbi più buoni", finisce per banalizzare ciò che di magico poteva regalare questo improbabile duo in cerca di redenzione.

 

Se infatti il viaggio è propedeutico e agevola la crescita grazie alla reciprocità di due anime sole e ferite, il categorico rifiuto di dare più ampio respiro alla loro fragile intimità solo e sempre accennata, appiattisce la tela mono colore di un quadro che poteva essere ma non è. Tra i film presi d’ispirazione Coffre cita l’emozionante Paper on the Moon firmato dalla regia di Peter Bogdanovich, da cui prende a prestito l’idea della strana coppia prima in conflitto e poi complice, lasciando in disparte l’intelligente confronto genitoriale/filiale/generazionale, quasi ad armi pari, ed affidandosi esclusivamente alla performance attoriale del bravo Tahar Rahim e quella davvero lodevole del debuttante Victor Cabal. Non lascerò una povera bambina sola in mezzo alla strada, io ho degli scrupoli sai? Lo sai cosa sono gli scrupoli? Chiede Moses Pray (Ryan O'Neal) In Paper on the MoonNon lo so ma di sicuro appartengono a qualche d’un altro – risponde la piccola Addie Loggins (Tatum O'Neal), e di quei scrupoli ridondanti sembra farsi carico proprio Alexandre Coffre che per Un Amico molto speciale guarda ai Goonies senza la Banda Fratelli, a Kirikù senza la strega Karabà ed ad E.T. senza l’ebrezza frizzante delle lattine di birra.

 

Titolo originale: Le père Noël

Regia: Alexandre Coffre

Interpreti: Tahar Rahim, Victor Cabal, Annelise Hesme, Michael Abiteboul, Philippe Rebbot, Amélie Glenn

Distribuzione: M2 Pictures

Durata: 81

Origine: Francia, 2014