Un amore sopra le righe, di Nicolas Bedos

Accanto alla sua compagna, Doria Tillier, Bedos scrive e riscrive le vicende di un rapporto che racconta la storia del mondo, della Francia, del loro amore e di ciò che resta nascosto tra le righe

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“Innamorarsi è un atto di magia. Lo è anche scrivere”. La riflessione la fa il personaggio di Paul Dano, Calvin, nel film Ruby Sparks (2012), mentre scrive, cancella e poi riscrive la donna dei suoi sogni, finché questa diventa reale. Poi, già nel guai e davanti al foglio in bianco, Calvin richiama J.D. Salinger, che avrebbe detto prima di scomparire dal mondo: “Scrivi quello che riesci. Dopo, sparisci”. Se scrivere ciò che vogliamo far diventare realtà significa dover restare nascosti, oppure mostrare un’altra dimensione di noi stessi, è uno degli interrogativi che circondano anche il cinema ed è ciò che prende come spunto Un amore sopra le righe, del regista e attore francese Nicolas Bedos. Così come la coppia nella vita reale Zoe Kazan e Paul Dano – che hanno creato e interpretato insieme Ruby Sparks – Nicolás Bedos scrive la sceneggiatura insieme alla compagna, l’attrice francese Doria Tellier; poi spinge oltre l’idea di raccontare se stesso diventando anche, e sempre accanto a sua moglie, il protagonista del proprio film. Come se l’atto di magia definitivo, far scomparire ciò che non serve e rendere reale ciò che manca, fosse l’unico modo di raggiungere quella dimensione banale, quotidiana e anche sconosciuta, detta amore.

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Victor e Sarah Adelman sono insieme da 45 anni. Lui è uno dei più importanti e controversi scrittori francesi degli ultimi anni; lei, la donna che vive all’ombra del marito, oppure la vera fonte di creatività. Sarah aveva incontrato Victor in un night club nel 1971, ed ebbe subito la certezza che la sua vita sarebbe girata intorno lui e che lei poteva creare, attraverso le parole, l’uomo che voleva per se stessa. Durante tre decenni di incontri e scontri, Victor e Sarah scrivono, cancellano e poi riscrivono le vicende di un rapporto che si svolge parallelo alla storia della Francia e del mondo, alla caduta dei governi, delle ideologie, del Muro, delle passioni e delle aspettative. Ogni capitolo della loro storia è un salto nel vuoto, spinto dalla voglia di credere che qualcosa possa passare alla Storia, o almeno durare tutta una vita.

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Una scelta ambiziosa, che si muove con certa destrezza tra il micro e il macro, il privato e il pubblico, il rapporto di coppia e il racconto universale, tra una storia d’amore intima oppure tutte le storie d’amore insieme, creando un tessuto che unisce ogni dimensione possibile e lascia in evidenza la loro vulnerabilità. Nel suo frenetico e quasi impaziente modo di raccontare e raccontarsi, il film diventa anche una performance che va oltre lo schermo e sfida ancora una volta i confini tra realtà e finzione, come un nuovo e palese tentativo di raggiungere attraverso il cinema quella verità che non si riesce mai a comprendere del tutto. Riempire ogni angolo possibile della propria dimensione attraverso le parole, il suono e l’immagine, è un modo di mettere ciò che abbiamo dentro una cornice, un contenitore, con l’aspettativa di poter rallentare o delimitare la inevitabile espansione dei fatti al di fuori del nostro controllo.

“Vuoi farmi credere che sia finzione perché lui è russo e lei asiatica?”, dice Sarah a Victor dopo aver letto uno dei pezzi scritti da suo marito, frammento in cui lei, per la prima volta, non è coinvolta. Ed è proprio lì, in quella dialettica tra forma e sfondo, tra immagine e senso, tra la parola scritta e quella che diventa immagine, che si trova l’interesse di Un amore sopra le righe; nel gioco dei riflessi che coinvolge la realtà e l’illusione, facendo sì che alla fine sia difficile trovare la differenza. Poi, provando un’altra volta a raggiungere una certezza, Sarah riassicura: “puoi perdere la memoria, ma avrai sempre quello che hai scritto”.

Più che un atto di magia, sembra che scrivere sia un atto di fede. Aver fiducia che alla fine, in questa o in un’altra dimensione, ciò che scriviamo finirà per rendersi realtà.

 

Titolo originale: Mr & Mme Adelman
Regia: Nicolas Bedos
Interpreti: Doria Tillier, Nicolas Bedos, Denis Podalydès, Antoine Gouy, Christiane Millet, Pierre Arditi
Origine: Francia, 2017
Distribuzione: Officine UBU
Durata: 120′

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