"Un bacio appassionato" di Ken Loach

Inattesa incursione nel melodramma da parte del cinema Loach. Un'operazione a suo modo curiosa, nella quale la presenza aliena di un genere «forte» non cambia lo stile del regista, ma che stenta a far convivere l'artificiosità del melò con il naturalismo delle riprese

Che il cinema di Ken Loach sia ormai condannato dalla sua stessa natura a ripetersi all'infinito non è certo una novità. Esaurita con alcuni grandi film la spinta proletaria del dopo Thatcher (Riff Raff, Piovono pietre, Ladybird Ladybird), il suo realismo arrabbiato ha dovuto cercare nuovi contesti per sopravvivere e continuare a parlare del mondo guardandolo da altri punti di vista. Pensiamo al quadro storico di Terra e libertà, all'impegno rivoluzionario di La canzone di Carla, agli sconfinamenti no global di Bread and Roses e ora all'inattesa incursione nel melodramma di Un bacio appassionato.

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Il fatto è che il cinema Loach, nonostante i tentativi di rinnovarsi, continua a dare il meglio di sé proprio laddove è stato grande: My Name is Joe e Sweet Sixteen erano film rudi come la vita grama che rappresentavano, opere morali raccontate sulla pelle dei propri protagonisti senza che lo slancio educativo prendesse il sopravvento sul ritratto di esseri umani disperati, vivi, violenti, veri.


Con Un bacio appassionato, invece, Loach si affida completamente alla struttura del genere per definire i suoi personaggi e la loro storia: nella Glasgow di oggi, una ragazza cattolica e un ragazzo musulmano figlio di immigrati pakistani si amano, ma vedono il loro rapporto messo in crisi dalle interferenze della famiglia di lui e dalla scuola cattolica di lei. Le caselle del melodramma ci sono tutte: l'amore impedito, le pressioni della famiglia e del contesto sociale, gli innamorati che si lasciano e riprendono di continuo.


L'operazione è certo curiosa, dal momento che lo stile etnologico di Loach, nonostante la presenza aliena del melò, non cambia: ma proprio per questo non funziona. La convivenza di nature diverse stenta a procedere, evidente è il contrasto tra l'artificiosità del melodramma e il naturalismo delle riprese, così come l'innesto di una struttura narrativa «forte» su un impianto stilistico basato sulla registrazione del reale. Intendiamoci: Loach ha da sempre inserito strutture esterne nei sui racconti, ma si trattava di ideali, proclami politici, riflessioni a margine sulla contemporaneità. Il suo discorso poteva essere lucido e distaccato, edulcorato e didascalico, ma mai, come nel caso di Un bacio appassionato, fuori luogo e, nonostante l'attualità dei problemi affrontati, fuori tempo.

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Titolo originale: Ae Fond Kiss


Regia: Ken Loach


Interpreti: Eva Birthistle, Atta Yaqub, Ghizala Avan, Shebana Baksh


Distribuzione: BIM


Durata: 103'


Origine: GB, 2004

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