Un figlio, di Mehdi Barsaoui

Opera prima di Mehdi Barsaoui che parte da un dramma familiare per descrivere le contraddizioni della Tunisia durante la Rivoluzione dei Gelsomini. Ottima prova attoriale di Sami Bouajila.

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Un dramma familiare tra Tunisia e Libia sullo sfondo della rivoluzione dei Gelsomini del 2011. Il regista tunisino Mehdi Barsaoui inserisce diversi temi socio-politici e li incastra in una sceneggiatura che comprime in 96 minuti tantissimo materiale.

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Fares (Sami Bouajila) e Meriem (Najla Ben Abdallah) sono una coppia borghese progressista che conduce una vita agiata. Durante una vacanza vengono coinvolti in un conflitto a fuoco tra esercito governativo e terroristi islamici e il loro figlio undicenne Aziz (Youssef Khemiri) viene ferito gravemente. Per potersi salvare il piccolo deve subire un trapianto di fegato ma intoppi burocratici e segreti familiari ritardano l’operazione.

Questa opera prima mostra tanto rigore nella scrittura e molteplice stratificazione di temi: l’instabilità politica dei paesi nordafricani, la discriminazione della donna in una società profondamente maschilista, la religione islamica che vieta il trapianto da cadaveri, il traffico d’organi gestito tra complicità ad alti livelli, il rapporto di coppia che si disintegra nel tradimento. Il dramma individuale si amplifica in un contesto sociale che limita la libertà e costringe alla lotta per la sopravvivenza.

Mehdi Barsaoui guarda direttamente al cinema di Asghar Farhadi e si incolla alle facce dei personaggi mostrando crescente empatia. Su tutti spicca la prova di Sami Bouajila (premiato a Venezia come migliore attore nel 2019 nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia) che passa dalla falsa spensieratezza di un picnic tra i boschi ad un dramma che disegna sul suo viso una vasta gamma di sofferenze. Fares è un uomo che di colpo si vede privato della stabilità familiare e si scontra con una serie di problemi che rivelano come politicamente la Tunisia sia lontana dal rinnovamento culturale. Fares urla, inveisce contro il sistema, rinnega la moglie e arriva ad essere preda di trafficanti di organi che approfittano dei disordini in Libia per proporre un fegato nuovo di zecca e compatibile. La paternità di Fares si ricompone davanti a quel bambino libico che continua a giocare con gli accessori della macchina lussuosa, ignaro del destino che altri hanno riservato per lui. Sia i padri adottivi che quelli naturali tendono istintivamente ad una reazione di fuga dai problemi con un assente senso di responsabilità che è alla base del caos socio-politico.

Mehdi Barsaoui riesce a dosare sapientemente le ellissi (il momento della verità tra Fares e Meriem) ma a volte insiste sul dettaglio melodrammatico (la corsa in ambulanza, i lunghi primi piani sul bambino intubato). È però molto convincente nel descrivere lo spaesamento di una donna che nella società degli uomini fatica enormemente a tenere intatta la propria identità (le accuse misogine del marito, le molestie del branco che la crede straniera, la legge che la discrimina). Nonostante una certa compressione di avvenimenti nell’unità di tempo, Mehdi Barsaoui si sofferma attraverso gli occhi dolenti di Fares sulla bellezza quasi extraterrestre del paesaggio tunisino (sono gli stessi luoghi scelti da George Lucas per Guerre stellari) che contrasta con un mondo reale divorato dalla violenza della guerra civile.

Un figlio racconta attraverso la tragedia personale il destino drammatico di un paese dilaniato dalle contraddizioni. Da un lato la classe alto borghese che sembra sottovalutare la minaccia islamica, dall’altro una popolazione ridotta alla fame che diventa carne da macello o merce di scambio. Ci vuole un gesto morale per ribaltare il corso degli avvenimenti e il finale con gli sguardi incrociati tra marito e moglie è una citazione evidente di Una separazione di Asghar Farhadi.

 

Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile a Sami Bouajila al 76° Festival di Venezia

 

Titolo originale: Bik Eneich: un fils
Regia: Mehdi Barsaoui
Interpreti: Sami Bouajila, Najla Ben Abdallah, Youssef Khemiri, Noomane Hamda, Slah Msaddak, Mohamed Ali Ben Jemaa, Qasim Rawane
Distribuzione: Valmyn e I Wonder Pictures
Durata: 96′
Origine: Tunisia, Francia, Libano, Qatar 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
3 (2 voti)
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