"Un film riuscito perchè parla anche di me" – Incontro con Lee Daniels

lee danielsSbarca in Italia il pluripremiato Precious del regista e produttore Lee Daniels, che concede la Conferenza Stampa di Roma proprio nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Procacci distribuisce in Italia in 80 copie un film duro nei contenuti e stilisticamente coraggioso

 

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Sbarca in Italia il pluripremiato Precious del regista e produttore Lee Daniels, che concede la Conferenza Stampa di Roma proprio nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Procacci distribuisce in Italia in 80 copie un film duro nei contenuti e stilisticamente coraggioso.

Come nasce l'idea del film?

Mia madre è stata vittima di abusi da parte del padre. Forse questo film funziona perchè ho esperienza diretta della violenza. Lessi il libro di Sapphire da cui è tratto il film 15 anni fa. Mi catapultò a quando avevo 7 anni ed in casa mia entrò una bambina sovrappeso nuda, era appena stata picchiata. Ha detto: “mia madre prima o poi mi ucciderà.” Ho visto mia madre terrorizzata, sapeva che dopo averla soccorsa avrebbe dovuto rimandarla a casa.

Perchè il riferimento al film La ciociara?

Perchè la relazione tra Sofia Loren e la figlia nel film si contrappone a quella tra Precious e la madre. Sono fortemente influenzato dal cinema italiano, francese e spagnolo.

Cosa ti ha portato a scommettere su un cast di attori non professionisti?

Per interpretare Precious ho visionato oltre 400 ragazze in tutti gli USA, cercando nei McDonald's o nelle stazioni di servizio. Gli agenti di casting non hanno certo ragazze nere sovrappeso! Molte delle ragazze che ho incontrato erano sieropositive o vittime di abusi. Poi ho visto Gaby recitare una scena in cui racconta di essere una vittima. Non sembrava stesse recitando, solo che finita la scena cambia completamente espressione ed esclama: “Che bello essere qui! La adoro come regista!”. Lei recitava, mentre scegliendo una delle altre ragazze avrei sentito di sfruttare la loro sofferenza reale. Le altre ragazze della scuola, invece, non avevano mai recitato. Avrei potuto scegliere un cast Hollywoodiano ma ci vuole un rapporto di fiducia prima di tutto, con loro abbiamo parlato a lungo del nostro passato e delle nostre esperienze.

Nel ruolo interpretato da Mariah Carey avrebbe dovuto esserci Helen Mirren ma Mariah voleva mettersi alla prova, mentre Lenny Kravitz è un fratello.

Il monologo di Mo'nique è molto toccante…precious

Anche io e Mo'nique siamo ottimi amici. Lei è un'attrice comica e trovo che questo aggiunga qualcosa al personaggio. Era estremamente attenta alle mie indicazioni registiche, scrupolosa, ed in quella scena la mia indicazione era: niente lacrime. Solo che ad un certo punto mi sono ritrovato io stesso a piangere, e con me tutte e tre le attrici. L'abbiamo girata con un solo ciak.

Negli USA si subiscono pressioni dalle case di produzione nella scelta di volti non noti?

Sono sempre stato produttore di me stesso quindi ho dovuto rispondere solo a me stesso, ma con i miei recenti progetti sto iniziando a fare i conti col “gioco dei nomi”…

Quali progetti?

In un incontro con Dino De Laurentis gli ho confessato di voler girare una versione musical di Le notti di Cabiria a New York, con un cast afroamericano. Sono poi impegnato in un film che rilegge la storia degli USA attraverso gli occhi di un maggiordomo di colore che ha lavorato alla Casa Bianca sotto cinque Presidenti. Poi un giorno vorrei anche spaziare al di fuori del contesto afroamericano…

Lei si sente esponente di quell'onda che potremmo definire “neorealismo americano”?

Spike Lee mi ha insegnato l'orgoglio di essere afroamericano. Sono influenzato però anche dalla “stranezza europea” di Fellini e dalla “gay-ezza” di Almodovar…

Il film vuole anche fungere da denuncia sociologica al problema dell'incesto…

Si, perchè si tratta di un argomento di cui nessuno ha il coraggio di parlare. É molto importante, però, che il film offra una speranza di uscire da queste situazioni drammatiche. Trasporre al cinema questa storia significa permettere anche ai numerosi analfabeti ancora presenti nel mondo di avervi accesso.

 

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