Un incendio ha distrutto la cupola del Teatro Sannazaro di Napoli
Ha ospitato i nomi più grandi del teatro nazionale e internazionale, da Scarpetta alla Duse. Impegnato sino ad oggi a un forte recupero della tradizione campana e non solo
Nella prima mattina di oggi la cupola dello storico teatro Sannazaro di Napoli è stata distrutta dalle fiamme. L’incendio, di cui ancora non si conosce l’origine, ha coinvolto anche delle palazzine vicine e gli abitanti sono stati costretti ad evacuare. Seppur all’interno le fiamme siano state domate, il Sannazaro sembra ormai completamente compromesso.
Soprannominato “la bomboniera di via Chiaia” (dal nome della via dove è sorto), è stato uno dei palcoscenici più importanti e significativi della città di Napoli e della sua storia teatrale. Molte personalità dell’arte hanno dimostrato vicinanza ai gestori, dai direttori alle maestranze, ricordandone i fasti e le memorie da spettatori, come Mario Martone e Vincenzo Salemme.
Il Sannazaro fu inaugurato il 26 dicembre 1847, voluto e sostenuto economicamente dal duca di Marigliano, don Giulio Mastrilli, e realizzato dall’architetto Fausto Niccolini. I più grandi attori nazionali e internazionali hanno calcato quelle scene, come Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Ermete Zacconi, Ruggero Ruggeri. Nel 1889 ospitò la prima della commedia di Eduardo Scarpetta, Na santarella, creando un forte legame tra l’attore, il teatro e il pubblico di allora.
Nel 1932 vi debuttarono anche i figli, al tempo riuniti in un’unica compagnia, ancora sconosciuti al grande pubblico. In particolare Eduardo presentò sempre al Sannazaro alcuni dei suoi celebri spettacoli come Ditegli sempre di sì, Uomo e galantuomo e Chi è cchiù felice ‘e me?. Fu proprio in quella sala che avvenne il mitico incontro tra lui e Luigi Pirandello.
Corso di Regia in presenza a Roma dal 17 marzo

---------------------------------------------------
Alla fine della seconda guerra mondiale, come molti luoghi di cultura, il teatro affrontò una lunga crisi. Al posto della programmazione teatrale ospitò una sala cinematografica. Ma dalla seconda metà del 1960 la coppia di attori Nino Veglia e Luisa Conte decisero di restituire al Sannazaro la dignità di un tempo. Volevano ricreare un teatro che fosse allo stesso tempo popolare, nel ricordo della tradizione, e contemporaneo, attento alle giovani creazioni: in particolare il Sannazaro doveva tornare ad essere il teatro di Napoli. Il 12 novembre del 1971 il sipario si riapre, con Annella di Portacapuana di Gennaro D’Avino.
Nel 1994 però Luisa Conte viene a mancare e la sostituisce nella missione e nella direzione la nipote, Lara Sansone. In particolare, Sansone, insieme al compagno Salvatore Vanorio, creerà una compagnia che porterà in scena i grandi classici del teatro napoletano. E, sempre guardando alla tradizione, il cartellone del Sannazaro ospiterà rivisitazioni dello storico genere del café chantant.






















