Un sogno per papà, di Julien Rappeneau

La formica. Non esiste un insetto che abbia più senso di collettività: fa tutto per la squadra.

La cosa più importante per una comunità, e ancor più nello specifico per una famiglia, è sostenersi a vicenda. Questo Théo (Maleaume Paquin) l’ha capito a soli dodici anni.

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Un sogno per papà, banalmente tradotto in lingua italiana, sostituisce Fourmi, che significa “formica”, titolo ben più appropriato per quanto concerne le tematica del film: le formiche sono tra le specie più note tra gli insetti sociali, e le formiche argentine, come spiega benevolmente Laurent (François Damiens) a suo figlio Théo, sono l’unica specie al mondo capace di collaborare ai fini del raggiungimento di un obiettivo, sostenendosi anche nelle situazioni più disperate.

Théo viene soprannominato, amorevolmente, proprio formica dalla sua amica e confidente Romane, soprannome forse assegnatogli in maniera inconscia, riferito più che altro alla sua statura, ma che si è rivelato più che riuscito. Il protagonista è infatti disposto a fare “gioco di squadra” in ogni momento per aiutare chiunque ne abbia bisogno, che siano i suoi amici del pallone che necessitano della sua partecipazione per vincere la partita, che sia il suo amico informatico che vive come un hikikomori, che ha dunque paura di mettere piede fuori dalla sua stanza, o che sia suo padre, divorziato, disoccupato e con il vizio di bere un po’ troppo spesso, che rassegnato ad una vita grigia e pessimista s’illumina solo durante le partite di calcio del figlio, da lui viste come sua unica gioia e soddisfazione personale; per andare avanti ha bisogno di aggrapparsi al figlio e credere ciecamente nel suo sogno calcistico.

È frequente vedere il rapporto padre-figlio rappresentato sullo schermo, e le stesse commedie francesi non ne sono immuni. Spesso però si tratta di figli che inseguono un sogno che i genitori non riescono a vedere (La famiglia Beliér) o di un genitore che si sacrifica per il bene della sua prole (Famiglia all’improvviso); nel caso di Fourmi i ruoli sono però invertiti. Il padre, Laurent, crede nel sogno del figlio più quanto faccia egli stesso, mentre Théo fa qualsiasi cosa in suo potere per essere d’aiuto al padre e impedirgli di arrendersi. Théo e Laurent sono uniti dallo stesso amore per il calcio, sport che il primo pratica nella squadra cittadina. Il talento e la carriera del figlio paiono ormai le uniche cose che interessano Laurent e che lo riportano a vivere, spesso in modo un po’ troppo enfatico. Théo partecipa pertanto a una selezione giovanile da parte del rappresentante dell’Arsenal, che però non supera a causa della sua altezza. Rammaricato dal dover portare un’altra delusione al padre, forse la più importante, inventa un’innocua bugia per aiutarlo a riacquistare fiducia nella vita: una bugia a fin di bene, che servirà a ricondurre nuovamente il padre sulla retta via come genitore, cittadino e persona, aiutandolo a correggere il suo atteggiamento irruente, rissoso e autodistruttivo e riportandolo sotto il radar dell’assistente sociale per indirizzarlo nella ricerca di casa e lavoro. Tutto questo per la convinzione di doversi trasferire in Inghilterra con il figlio, futura promessa calcistica.

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La bugia di Théo è uno spunto avvincente che si presta alla commedia e alla drammaturgia, diventando una furba dinamica che mette in relazione i personaggi. Il film evidenzia come la bugia fosse solo un contorno, un semplice mezzo per smuovere Laurent e il suo discernimento e rafforzare una motivazione che esisteva già. La forza dell’amore di Laurent per suo figlio, che ha paura di perdere a causa del suo stile di vita inopportuno, era già evidente sin dalle prime battute. Quando Théo decide di aiutare suo padre si trova in una posizione da adulto e in qualche modo comincia a fare da padre a suo padre. Nella commedia è l’unico personaggio del film a non poter essere leggero, a non sentirsi libero di sognare. Non pensa mai a se stesso, a cosa ha bisogno: vuole soltanto che Laurent riprenda in mano la sua vita. Il suo percorso consisterà nel ritrovare il suo ruolo di bambino, rimettendo suo padre nel ruolo di padre.

Naturalmente, quella bugia bianca dà anche inizio a un susseguirsi di situazioni che sfociano in una serie di siparietti spassosi, più ironici che comici, che come in una degna commedia francese fanno da sfondo alla storia principale, spargendo una serie di piccole storyline unite tra loro. Proprio come tante piccole formiche che si radunano per supportarsi.

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Il film è un adattamento della graphic novel Dream Team, di Mario Torrecillias e Arthur Laperla; il regista era rimasto colpito dalla copertina spagnola e dalla tematica affrontata. Anche il suo film precedente, Rosalie Blum, è adattato da un fumetto. Per l’ideazione dell’opera il regista si è anche ispirato a commedie inglesi a sfondo sociale come Full Monty, Billy Elliot e ovviamente ai film di Ken Loach e Richard Curtis, ingegneri nel riuscire a far ridere e commuovere nello stesso momento. Non a caso Un sogno per papà riesce a trattare temi problematici quali l’emarginazione, la depressione, l’alcolismo e la separazione dal punto di vista di un bambino, mantenendo la commedia come genere.

L’opera di Julien Rappeneau illude; è un film che parla di sogni, ma non di quelli individuali di ognuno di noi, come si vuol far credere, ma di quelli collettivi, quei sogni che riguardano l’aiutare il prossimo ogni qualvolta se ne ha l’occasione: che si faccia la telecronaca di una partita importante per qualcuno che non può vederla, che sia uscire dal proprio rifugio sicuro per sostenere un amico, che si accetti di riprendere in mano la propria vita per il proprio figlio o che, per il bene di un padre, si decida di raccontare una piccola bugia.

 

Titolo originale: Fourmi
Regia: Julien Rappeneau
Interpreti: Maleaume Paquin, François Damiens, André Dussollier, Ludivine Sagnier, Lætitia Dosch, Pierre Gommé

 

Distribuzione: M2 Pictures
Durata: 105′
Origine: Francia, 2019

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.14 (7 voti)