Una battaglia dopo l’altra incassa 48 milioni di dollari in tutto il mondo
Il nuovo film di Paul Thomas Anderson raggiunge il primo posto al box office nel weekend d’apertura. Tuttavia, il risultato va confrontato con gli enormi costi di produzione.
A quattro anni dall’uscita dell’acclamato Licorice Pizza, Paul Thomas Anderson torna nelle sale con un action thriller comico che, nel suo weekend di apertura, ha già conquistato il primo posto al box office in Italia e negli Stati Uniti. Una battaglia dopo l’altra ha, infatti, incassato 48,5 milioni di dollari a livello globale, di cui circa 22 milioni nei cinema nordamericani e un milione in Italia.
Sembrerebbe un successo. Tuttavia, considerando l’enorme budget del film – almeno 130 milioni di dollari, a cui si sommerebbero altri 70 milioni destinati al marketing – l’uscita potrebbe apparire meno trionfale del previsto. Per rientrare nei costi e generare profitto, infatti, Una battaglia dopo l’altra dovrà mantenere un forte passo al botteghino nelle prossime settimane.
L’opera, della durata di quasi tre ore, rappresenta un libero adattamento, firmato da Anderson, del romanzo Vineland di Thomas Pynchon, pubblicato nel 1990. Protagonista è Leonardo DiCaprio nei panni di un rivoluzionario in declino che vive da anni ai margini della società insieme alla figlia (Chase Infiniti), quando un vecchio nemico (Sean Penn) riemerge, minacciando di separare la famiglia.
Riuscirà il regista di Boogie Nights e Magnolia a trasformare questa ambiziosa commedia d’azione – che ha già ottenuto ampi consensi di critica – in un successo commerciale? Per quanto celebrato, Paul Thomas Anderson ha sempre avuto un rapporto ambivalente con il box office: ad oggi, il suo più grande successo economico rimane il film del 2007 Il petroliere, con 76 milioni di dollari incassati e due Oscar. Il passaparola e la presenza di star del calibro di Leonardo DiCaprio potrebbero rivelarsi determinanti non solo al botteghino, ma anche nella corsa agli Oscar: un’occasione importante per Paul Thomas Anderson, che – pur avendo ricevuto numerose candidature – non ha mai conquistato la statuetta come miglior regista.
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