"Una famiglia perfetta", di Paolo Genovese

Non è chiaramente la struttura meta- il punto forte del nuovo film di Paolo Genovese, nonostante il grande impegno del cast tutto e della sceneggiatura, soprattutto in alcuni passaggi che cercano di spingere al limite il gioco, per assicurare all'intero progetto una statura "autoriale" e in qualche modo rigorosa. Va da sé che avere in una operazione del genere la partecipazione di Sergio Castellitto sposta l'intera gamma di riferimenti a livelli "seri", tra il Pirandello tirato in ballo in giro e esperimenti rivettiani via cabale resnaisiane.
D'accordo, resta evidentemente Castellitto il perno del ragionamento. Solo che la diagonale della suggestione è un'altra, davvero non quella dell'incrocio di traiettorie tra le scaramucce private della compagnia di attori che finge di farsi famiglia il giorno della vigilia, e le linee del copione di natalizio calore del focolare messo su dall'unico spettatore della messinscena, appunto il disperato personaggio di Castellitto che mette continuamente alla prova le capacità attoriali e di reazione del gruppo di istrioni affittato per una recita privata nella sua villona di campagna (devono tutti fingersi parenti di una sua immaginaria famiglia, con tanto di passato condiviso e biografie dei personaggi), e capeggiato dall'ineffabile Marco Giallini.

Davvero l'interesse non è nelle ben poco inedite possibilità e soluzioni narrative che un canovaccio del genere offre e che Genovese raccoglie, quanto nella cornice da commedia natalizia che la forma del film mantiene con grande coerenza per tutta la sua – francamente eccessiva – durata, dalle musiche ai toni della fotografia, dalle situazioni alle caratterizzazioni di contorno. Ecco, è immergere questo timido, pallido esperimentino in una sorta di scardinamento del prodotto industriale cinematografico dicembrino mainstream italiano a far funzionare per un attimo le ambizioni destrutturaliste dell'opera. Almeno sino all'entrata in scena del personaggio estraneo di Francesca Neri che fa slittare l'intera impalcatura sui binari di un grottesco straniante che, pur essendo assolutamente in accordo proprio con la confezione da manifesto-senza-sfondo per periodo festivo (mai troppo ricordato sarà questo post del blog di Massimo Causo), paradossalmente finisce per disinnescare la tensione da cortese, educato sabotaggio che comunque sembrava tenere in piedi il tentativo collettivo.

E allora, Sergio Castellitto, che a quanto dichiarato insegue e corteggia questo progetto da anni.
Castellitto regista dai grandi numeri al botteghino italiano che dirige in scena una bella favola natalizia dai buoni sentimenti dove alla fine, nonostante le cattiverie e le meschinità tra i personaggi, tutti interpretati da volti celebri del nostro cinema tra Claudia Gerini, Carolina Crescentini e Eugenia Costantini, l'amore trionfa e nessuno finisce solo. Proprio come nella sezione finale, quella della "confessione", del suo ultimo Venuto al mondo, di cui vertiginosamente Una famiglia perfetta potrebbe rappresentare la riduzione da camera, magari rovesciata.
E se fosse Castellitto il vero regista di questo film, come accade sulla scena? E se non ci fosse davvero troppa differenza tra Una famiglia perfetta, Venuto al mondo, e magari Il peggior natale della mia vita? Come nell'abissale cameo di Sergio Fiorentini, a cui basta portare i fiori ad una bara a caso del cimitero per essere felice: "a me piace pregare i morti".

Regia: Paolo Genovese
Interpreti: Sergio Castellitto, Claudia Gerini, Marco Giallini, Carolina Crescentini, Eugenia Costantini, Francesca Neri
Origine: Italia, 2012
Distribuzione: Medusa
Durata: 110'