"Una moglie bellissima", di Leonardo Pieraccioni

Una_moglie_bellissimaUna moglie bellissima è una commedia sussurrata, figlia nostalgica de Il ciclone, del quale ripropone l’atmosfera semplice e familiare, la natura silenziosa e rassicurante dei campi di girasoli, la pacifica ripetitività di un microcosmo provinciale sconvolto dall’arrivo di un personaggio alieno. Anche la comicità sembra ricercare come allora un legame forte con  il corpo più che con le parole, consapevole delle potenzialità insite nei gesti, nei movimenti dello stesso Pieraccioni, mentre cammina impacciato sulla spiaggia con le pinne ai piedi, si fa fotografare in pose plastiche sul divano di casa, o riceve in pieno viso una gomitata durante una placida gita in barca. Pare proprio di rivedere Levante a bordo di quel motorino lanciato a tutta velocità senza più freni, nella scena in cui Mariano, a bordo di un motoscafo del quale perde quasi subito il controllo, tenta di raggiungere lo yacht dove la sua donna è ospite d’onore. L’impatto è inevitabile, come la conseguente scoperta del tradimento della fino-a-quel-giorno sempre fedele mogliettina. È l’inizio per lui di un lungo inverno di solitudine, dal quale resterà profondamente segnato (efficace la trovata della radiolina calata dalla ragazza del piano di sopra, che diffonde le note di Perdere l’amore di Ranieri, commento musicale diegetico primPieraccioni_Ceccherini_Papaleoa ed extradiegetico poi).

In questo consiste il superamento della commedia di oggi rispetto a quella di ieri. Se ne Il Ciclone lo scombussolamento creato dallo sbarco delle ballerine di Flamenco non intaccava le certezze del mondo con il quale era venuto a contatto, ma rappresentava una novità passeggera, in Una moglie bellissima il prima e il poi non coincidono più. Dopo che Miranda accetta la proposta del fotografo Andrea (un Gabriel Garko non così diverso da come siamo abituati a vederlo), niente è più lo stesso. Ne risulta una visione del mondo molto più realistica del solito; l’amore stesso ne esce fuori indifeso e ammaccato, vittorioso, ma viziato, come appare oggi il cinema di Pieraccioni.

E allora forse il senso del film sta tutto in quella scena, quella in cui i tre amici seduti l’uno accanto all’altro guardano per aria ricordando il passato. Dentro di loro la nostalgia di quei momenti già vissuti e l’ansia di un futuro incerto che cresce con l’attesa. Mariano, Baccano e Pomodoro passano in rassegna i fatti salienti di un mondo che nonostante tutto continua a girare, mentre la notte stende su di loro il suo manto malinconico e senza tempo. In fondo non sono altro che Pieraccioni, Ceccherini e Papaleo, sorpresi in un angolo del film a ripensare alle avventure vissute sullo schermo, ritrovandosi ancora insieme, orfani de l Laureati e di quel mondo senza compromessi non più riproducibile. Perché stavolta Pieraccioni ha ceduto. A questo si devono le sue timide incursioni nel campo della satira sociale, le continue intromissioni della realtà contemporanea fatta di politica e reality nella provincia vergine ed il suo concedersi disarmato alla logica dell’essere al passo coi tempi, tutti elementi che costituiscono l’aspetto meno convincente della pellicola. Una moglie bellissima diventa così l’estremo saluto nei confronti di un cinema ormai incapace di autogenerarsi, ibrido anello di congiunzione tra il vecchio e il nuovo, mentre gli alieni si preparano a sbarcare.

 

Regia: Leonardo Pieraccioni

Interpreti: Leonardo Pieraccioni, Laura Torrisi, Gabriel Garko, Massimo Ceccherini, Rocco Papaleo, Tony Sperandeo, Francesco Guccini

Distribuzione: Medusa

Durata: 96’

Origine: Italia, 2007