Una notte violenta e silenziosa, di Tommy Wirkola

Un cocktail potenzialmente esplosivo in cui trovano spazio azione, melò, pulp e citazionismo postmoderno. Ma che alla fine resta ingabbiato nei troppi cortocircuiti narrativi.

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Vigilia di Natale, il momento più atteso da milioni di bambini in tutto il mondo. C’è chi Babbo Natale lo aspetta preparando diligentemente il latte coi biscotti da lasciare sul tavolino vicino al caminetto e chi invece progetta stratagemmi per poterlo conoscere finalmente di persona. Ma cosa accadrebbe se Santa Claus non fosse il portatore del bene e della felicità, bensì un omaccione più simile ad un hooligan britannico, con una lieve forma di alcolismo e dei modi non proprio disneyani?

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Parte da questo paradosso il nuovo film di Tommy Wirkola, Una notte violenta e silenziosa. E il suo Babbo Natale — interpretato dall’ottimo David Harbour — sembra avere tutte le carte in regola per conquistare il pubblico che si appresta ad avventurarsi in sala.  Un vero e proprio Deadpool munito di slitta, renne e sacco di iuta che, a dire il vero, il suo lavoro lo detesta pure un po’. Del resto incarna un mito che non nasce certo da nobili intenti morali, ma da ben più basse necessità commerciali. E questo, il nostro protagonista, lo spiattella subito in faccia allo spettatore. Un film natalizio che si da subito se la prende coi film natalizi. Ma poi, la magia del Natale…

Il regista di Seven Sisters torna a dirigere un film che è al tempo stesso contaminazione e riflessione sui generi cinematografici. Una notte violenta e silenziosa è infatti già dal titolo una dichiarazione di intenti, un cocktail potenzialmente esplosivo in cui trovano spazio azione, melò, pulp e citazionismo postmoderno (i rimandi a Mamma ho perso l’aereo sono forse i momenti più riusciti del film).A un certo punto della storia, una squadra di mercenari entra nel comprensorio abitato da famiglie benestanti e prende in ostaggio tutti i presenti. E come in ogni film di Natale che si rispetti, la sola a saper tenere testa alla banda sembra essere una ragazzina. Infiniti linguaggi cinematografici vengono costretti a coesistere all’interno della stessa stanza.

Ed è forse questo il limite più grande di Una notte violenta e silenziosa, un film che parte descrivendo un protagonista che pare uscito dalla penna di Sasha Baron Cohen e che alla fine viene sacrificato per tentare la strada del cortocircuito narrativo, della tensione tra differenti registri stilistici.
Le scene in cui le famiglie sono ostaggio dei cattivi non decollano mai, forse colpa dei tanti personaggi in scena e del poco tempo per poterli rappresentare davvero. L’effetto allora diventa quello di dover attendere, nostro malgrado, il ritorno dell’idolo, di quel Babbo Natale mezzo bad boy e mezzo Thor pronto a prendere a calci proprio tutto. Persino la magia del Natale…

Titolo originale: Violent Night
Regia: Tommy Wirkola
Interpreti: David Harbour, Beverly D’Angelo, John Leguizamo, Cam Gigandet, Alex Hassell, Alexis Louder, Brendan Fletcher, Edi Patterson
Distribuzione: Universal Pictures

Durata: 104′
Origine: USA, 2022

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.7
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Il voto dei lettori
2.14 (7 voti)
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