Una vita spericolata. Incontro con Marco Ponti, Matilda De Angelis e il cast

Incontro con Marco Ponti, regista di Una vita spericolata, e il cast: Lorenzo Richelmy, Matilda De Angelis ed Eugenio Franceschini. In sala dal 21 giugno, gioca la carta del pulp all’italiana

La sfida è che il pubblico, vista l’uscita a giugno, non solo vada a vederlo, ma lo percepisca come una novità. Di preciso non sappiamo quale sia la sua collocazione, ma forse è meglio così.”

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Dopo una rocambolesca rapina in banca, tre giovani si lanciano alla fuga, tra sesso, inseguimenti, sparatorie e piccoli segreti che vengono a galla.

Marco Ponti (Santa Maradona, La cena di Natale) presenta Una vita spericolata, road movie che nella sua corsa lungo lo stivale gioca la carta del pulp esplicito, con un occhio di riguardo a generi e film di culto italiani: “La base voleva essere la commedia, ma con uno scarto successivo, la commedia avventurosa. Parto dagli emarginati, gli outsider, e non a caso la prima scena si svolge in un luogo di confine, quello tra Italia e Francia. Mi piaceva l’idea che si scontrassero con i cattivi, e che questi fossero pericolosi. Però anche il villain (Massimiliano Gallo) ti fa scappare una risata e quello che dovrebbe essere il supercattivo, lo sniper, si rifiuta di sparare ai civili…In qualche misura Terence Hill e Bud Spencer sono sempre i miei compagni di viaggio. Già nei miei ultimi lavori c’erano tracce di Spaghetti Western, qui la citazione è più esplicita, però parliamo di inserti e non di connessioni che influiscono globalmente. C’è un omaggio di Niccolò Ammaniti che mi ha gentilmente imprestato un suo scritto, il monologo sul Diavolo della Tasmania. Per quanto riguarda le influenze americane, sicuramente i Coen e Il Grande Lebowski, così come la letteratura di Lansdale o la politica di Saunders. Però è comunque un film molto italiano, e non mi riferisco solo ai panorami, quanto al racconto dei sentimenti.”

Protagonisti di Una vita spericolata tre attori lanciatissimi sia sul mercato nostrano che internazionale: Matilda De Angelis, Eugenio Franceschini e Lorenzo Richelmy (il Marco Polo acquistato da Netflix). “Per la sceneggiatura sono partito proprio dai personaggi e per fortuna dagl’interpreti. Sono tutti has been, giovani già obsoleti. Mi sono chiesto cosa sarebbe accaduto se si fossero trovati in una situazione estrema…ordinari, deboli, alle prese con eventi molto più grandi di loro. Diventano dei piccoli eroi, capiscono che il denaro non gli appartiene e quindi lo regalano. “Piacere noi siamo i buoni” è forse la battuta che racchiude tutto il film.”

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Matilda De Angelis (Veloce come il vento, Youtopia) ha ammesso di essere scoppiata a ridere mentre leggeva lo script: “Ho pensato fosse estremamente particolare. Sul set eravamo così presi dalla fisicità dei nostri ruoli, che non mi sono mai davvero fermata a riflettere, quasi immedesimandomi con il mio personaggio e i suoi compagni d’avventura. In più, già mi ritenevo soddisfatta ad interpretare un ruolo così distante dai miei lavori precedenti”.

Anche la colonna sonora è frutto di più radici. Anzitutto, la collaborazione con Samuel Romani, leader dei Subsonica e amico di vecchia data di Ponti: “Sono stato al loro primo concerto dove c’erano più o meno trenta persone”. Romani firma Dove Scappi, presente nei titoli di coda, accompagnato dalla chitarra di Tom Morello dei Rage Against the Machine, anche autore della colonna sonora.

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