Under 18 – Storie di sogni periferici, di Carlo Lagreca

Under 18 – Storie di sogni periferici, prodotto da Amaro Produzioni e Golden Hour Films mira a ripensare le periferie romane attraverso i sogni dei loro giovani abitanti, colti in veste non più di spettatori passivi ma di attori capaci di ideare un mondo migliore e possibile. Il documentario, diretto da Carlo Lagreca e realizzato con il sostegno del MiBAC e di SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura“, è un progetto narrativo che conduce lo spettatore alla scoperta di alcuni dei quartieri periferici più noti di Roma: Vigne Nuove, Torpignattara, Alessandrino, Tufello, San Basilio, Centocelle e Corviale. Territori che spesso trovano posto sui giornali solo attraverso tristi fatti di cronaca, ma che invece possono essere raccontati usando un linguaggio diverso.

Un linguaggio che, naturalmente, corrisponde a quello cinematografico, capace di rendere coesa una costruzione narrativa d’impostazione episodica in cui si avvicendando di volta in volta i diversi quartieri. Il film di Lagreca riesce infatti a creare un racconto unitario dove sono i ragazzi protagonisti e gli abitanti tutti a coinvolgere lo spettatore, più che gli scorci catturati dalla macchina da presa. Sono i loro desideri e le loro idee ad annullare le latenti differenze territoriali e sociali di ognuno, in un montaggio moderno dal ritmo incalzante, in grado di superare l’aspetto classico dell’intervista e mettere al centro, enfatizzandoli, i pensieri di grandi e piccoli. Quello che ne esce fuori è uno spaccato sì variegato, per forza di cose, ma accomunato dalla stessa speranza di un mondo migliore di quello in cui vivono.

Perché è proprio sui sogni di alcuni di loro che i riflettori di Under 18 si accendono, giovani abitanti di queste zone così distanti dal centro e per questo ingiustamente dimenticate. La pellicola cerca di scoprire come immaginano il futuro gli adolescenti, i ragazzi e le ragazze, italiani e stranieri, che vivono questi spazi di confine. Ed è da quest’operazione che si può evincere forse l’aspetto più interessante del film, ossia che pur non abitando nello stesso quartiere, e di conseguenza non vivendo tutti gli stessi disagi, sia il ragazzo di Centocelle sia quello di San Basilio abbiano la stessa aderente quanto cinica visione della realtà che li circonda, mostrando quindi una consapevolezza che normalmente ci si aspetta da un un’età decisamente più adulta.

Quello che differenzia Under 18 da tanti altri documentari generazionali è quindi il suo rapporto diretto coi ragazzi, senza limitarsi a catturare la loro vita con sguardo freddo e spesso paternalistico. Ruolo chiave in questo senso lo esercita il laboratorio teatrale realizzato con 40 di loro, mediante il contributo di 6 realtà tra organizzazioni, associazioni e centri di aggregazione che lavorano sul territorio. Il documentario fa sì che l’immaginazione dei ragazzi prenda forma, fornendogli uno strumento per raccontarsi. Ed è proprio in queste occasioni, grazie anche alla regia di Lagreca abile a “sparire” durante le esercitazioni e il confronto con gli insegnanti, che la personalità dei più giovani riesce a venir fuori e ad essere catturata con estrema efficacia, poiché priva di filtri e limitazioni.