Under Lockdown Project: #01 Buonanotte/Goodnight, di Yohana Ambros

Sono molte, moltissime, le videopoesie, le videolettere o i videomessaggi, composte in questi giorni di quarantena per esser immediatamente lanciate nel grande archivio dell’etere quasi a voler riempire i silenzi delle strade deserte. Un’eco del bisogno di esorcizzare noia e paura, di quello artigianale di creare, o dell’urgenza di dare voce a qualcosa o qualcuno altrimenti invisibile. Così ha iniziato a prender forma l’Under Lockdown Project della videomaker Yohana Ambros. Lei una casa non ce l’ha e come molti senzatetto si è trovata ancor più abbandonata e sola nell’affrontare la crisi, la desolazione e le attese nella Milano fantasma in cui vive. Come molti di questi ‘invisibili’ abitanti delle nostre città ha una storia sulle spalle ed ha anche molte storie da raccontare. Perciò, smartphone alla mano, ha iniziato a girare un documentario aprendosi un canale YouTube e destando così l’attenzione della di produzione video Koda Media, molto attenta alle problematiche sociali d’attualità, che ha immediatamente deciso di sostenere il progetto. Racconta Elisabetta Angelillo, la produttrice e montatrice: «un pomeriggio, in casa come tutti i pomeriggi di queste settimane, abbiamo incontrato su Youtube il canale di Yohana, una giovane videomaker milanese che vive in strada con le sue “bimbe” come le chiama lei, Nina e Upa. Noi chiusi in casa, lei, che una casa non ce l’ha, fuori: tra le tante difficoltà da risolvere quotidianamente in una situazione resa più tragica dal Covid, su e giù per la città, Yohana continua a lavorare al suo progetto di documentario. L’abbiamo contattata per darle supporto e provare a realizzare insieme un racconto di questi tempi strani: lei mi manda le sue riprese e io le monto. Nel frattempo le abbiamo spedito una fotocamera di maggiore qualità e puntiamo ad un piccolo finanziamento del National Geographic che promuove racconti di Covid, abbiamo condiviso il progetto con i Mokadelic che hanno regalato a questo lavoro una colonna sonora straordinaria: le strade deserte del centro di Milano si sono trasformate nel set cinematografico di questo film che è una storia vera. Cominciamo così, poi vediamo …

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Un lavoro articolato e necessario, destinato ad illuminare zone troppo spesso in ombra. Il primo episodio “Buonanotte/Goodnight”, «girato a Milano il 2 aprile 2020» e cullato dalle note dei Mokadelic, famosi per aver firmato la colonna sonora di Gomorra, ACAB e Sulla mia pelle, è una poesia d’augurio dedicata a tutti, ma soprattutto a quei numerosissimi (50 mila in Italia secondo l’Istat) spettri metropolitani che sono costretti a vivere la città senza una casa, senza passatempi ricreativi e senza affetti, in gran difficoltà; senza contare che spesso – beffa ulteriore – sono persino multati per questo in nome della tanto citata ‘lotta al degrado’. Per fortuna c’è chi prova a dare supporto: medici (MEDU – Medici per i diritti umani ), associazioni e persone singole che danno assistenza, cure e sostegno a titolo spesso volontario, e che in questi giorni in cui tutto sembra passare per i social hanno anche lanciato l’hashtag divenuto virale #VorreiStareACasa.

Una poesia di buonanotte, come recita il titolo, anche se, ricordando le parole che Yohana Ambros prende in prestito da Charles Bukowski, celeberrimo cantore dei bassifondi e del popolo notturno, «questa notte di buono non ha nulla».

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