UNKNOWN PLEASURES 7 – Crime d'amour, omaggio ad Alain Corneau


Unknown Pleasures 7
 rende omaggio ad ALAIN CORNEAU, uno dei più importanti registi francesi degli ultimi trent’anni, scomparso il 30 agosto 2010. Eccezionalmente di martedì, il 30 ottobre alle 20.30 esploreremo il suo "crimine d'amore", film chiave per la nostra rassegna incentrata in questo settimo ciclo sulla passione. Ingresso come sempre gratuito in Via Carlo Botta 19 a Roma

unknown pleasures 7 omaggio ad alain corneauUnknown Pleasures 7 rende omaggio ad ALAIN CORNEAU, uno dei più importanti registi francesi degli ultimi trent’anni, scomparso il 30 agosto 2010.
Eccezionalmente di martedì, il 30 ottobre alle 20.30 esploreremo il suo "crimine d'amore", film chiave per la nostra rassegna incentrata in questo settimo ciclo sulla passione.

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Ingresso come sempre gratuito in Via Carlo Botta 19 a Roma.

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Grande esponente ed erede ideale di quella straordinaria leva di autori (inaugurata dagli immensi Jaques Becker e Jean Pierre Melville) che “inventarono” un vero e proprio genere – il polar – Corneau raggiunge l’apice della sua carriera con secchissimi film di genere come Il Fascino del delitto o Codice D’Onore.

Negli anni ’80 il suo cinema muta e si fa più contemplativo, spaziando anche in mondi cinematografici differenti (l’India di Notturno Indiano o il Giappone di Stupore e Tremiti) per poi tornare ad atmosfere più familiari con il bellissimo Le Deuxième Souffle – tratto dall’omonimo romanzo di Josè Giovanni – che aveva aperto la terza edizione del Roma Film Festival 4 anni fa.

Anche la sua ultima fatica, Crime D’Amour, uscito nelle sale francesi pochi giorni prima della sua morte,era stato presentato fuori concorso sempre nel festival capitolino che sta per riaprire i battenti sotto l'egida di Muller.

Nelle interviste che hanno preceduto l’uscita del suo film in Francia il regista traccia così la genesi di Crime d'amour, progetto che riunisce tanti percorsi della sua lunga carriera: «L’idea del film era nella mia testa da moltissimo tempo. Fa parte di quelle idee che io chiamo “divertimento”, il mio piccolo labirinto, e in fondo può essere riassunta in poche parole: come, dopo aver commesso un delitto che si voleva perfetto, e per il quale si sarà inevitabilmente sospettati, ci si può scagionare…ma facendosi passare per colpevole? È un’idea un po’ folle, sulla quale ho riflettuto parecchio tempo prima di svilupparla, ma ha preso vita solo quando ho pensato che il movente di tutti questi comportamenti potesse essere l’umiliazione. L’umiliazione è un sentimento che può portare le persone ai comportamenti più irrazionali».

Le atmosfere di Crime D’Amour sono evidentemente quelle dei torbidi noir metropolitani, ma questa volta la declinazione è tutta al femminile. Al centro dell’intrigo ci sono appunto due donne, Isabelle (Ludivine Sagnier) e Christine (Kristin Scott Thomas), che lavorano entrambe in una grande multinazionale. Archetipi classici pertanto: la prima è la giovane promettente che vuole far carriera, la seconda la manager di lunga data fascinosa e spietata. Il rapporto morboso che si instaurerà tra le due avrà risvolti sempre più cupi, Christine è consapevole di avere un fortissimo ascendente su Isabelle e userà fino alle estreme conseguenze questo potere, in un gioco di seduzione che si trasformerà presto in omicidio e vendetta. Nel suo ultimo film, quindi, Corneau ritorna prepotentemente a tutti i temi ricorrenti che avevano costellato l’inizio della sua carriera: l’esplorazione del concetto di colpa, la manipolazione dell’individuo, i rapporti malati che sfociano in crimini.

Ludivine Sagnier è una delle più importanti attrici europee: una delle muse del giovane cinema francese in generale e di François Ozon in particolare, per il quale ha interpretato ben tre film (Gocce d’acqua su pietre roventi, 8 donne e un mistero, Swimming pool) , ma capace anche di lavorare con due grandissimi “vecchi” della Nouvelle Vogue come Alain Resnais e Claude Chabrol.

Kristin Scott Thomas è ormai da vent’anni una delle più sofisticate attrici britanniche, ricercatissima sia dal cinema hollywoodiano che da quello più indipendente, per la sua capacità di dare spessore anche a piccoli ruoli sfruttando la sua notevolissima presenza scenica. Impossibile dimenticarla in film come Luna di Fiele di Polanski, Gosford Park di Altman o Mission:Impossible di De Palma, anche se il personaggio che le ha dato la maggiore notorietà a livello mondiale rimane la Katharine Clifton de Il Paziente Inglese.

 

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