“Upside Down”, di Juan Diego Solanas

upside down

Omnia vincit amor et nos cedamus amori. Sembra di leggere un romanzo di Dickens o un saggio di Marx sui rapporti tra uomini e capitalismo. Anche il regista ha ceduto alla tentazione di raccontare una storia semplice e fiabesca, nel complesso banale, in cui l’amore è un deus ex machina calato in scena frettolosamente

Gravità e amore. Due forze che attirano i corpi: l’una più prevedibile, l’altra misteriosa e incomprensibile. Sono questi i poli attorno a cui ruotano le vicende di Adam (Jim Sturgess) e Eden (Kirsten Dunst), gli abitanti di un sistema solare a doppia gravità, dove due mondi coesistono, simmetricamente, senza possibilità di contatto. L’unico collegamento è un’enorme costruzione, il TransWorld, che sfrutta il lavoro delle persone che vivono sotto per garantire il benessere di quelle di sopra. Prosperità e miseria, quindi. Sembra di leggere un romanzo di Dickens (il protagonista ha perso i genitori ed è cresciuto in un orfanotrofio) o un saggio di Marx sui rapporti tra uomini e capitalismo. Il regista, Juan Diego Solanas, va oltre, perché – come dice Adam nel prologo in apertura del film – questa è una storia d’amore. E allora tornano alla mente gli echi assopiti di due antiche famiglie rivali che vietavano ai propri figli qualsiasi incontro. Anche Adam e Eden si vedono di nascosto, sulla cima di una montagna, utilizzando una fune per passare da un mondo all’altro. Qui non ci sono parenti o subdoli piani a contrastare la (in)felice unione dei giovani amanti, ma un’intera società strutturata su un innato dualismo e sulla razionalità di leggi fisiche immutabili.
Proviamo a fare ancora un passo indietro. Adam, Adamo. L’assonanza archetipica è lampante. Entrambi sono stati strappati dal proprio Eden e costretti a duri sacrifici per far nascere qualcosa da una terra arida e desolata. Nello scenario post apocalittico del mondo di sotto, però, Adam conosce i segreti di un frutto (peccaminoso), un dolce nettare prodotto da api rosa, con cui sua zia Becky gli preparava delle squisite frittelle “volanti”. Il polline di questi insetti ha, infatti, la proprietà di annullare qualsiasi forza di gravità e sarà la chiave giusta per riappropriarsi di quel Paradiso perduto negatogli da troppo tempo.
Romanticismo e fantasia. In un paesaggio dalla bellezza visionaria, contrapposto a una metropoli asettica di langhiana memoria (attraenti le sequenze in split screen nel TransWorld), il regista argentino ambienta una storia semplice e fiabesca, nel complesso banale, in cui l’amore è un deus ex machina calato in scena frettolosamente, in grado di unire e distruggere oltrepassando i limiti imposti dalla natura.

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Titolo originale: Id.?
Regia: Juan Diego Solanas ?
Interpreti: Kirsten Dunst, Jim Sturgess, Neil Napier, Jayne Heitmeyer, Agnieshka Wnorowska, James Kidnie, Larry Day, Holly O'Brien ?
Origine: Canada, Francia 2012 ?
Distribuzione: Notorious Pictures ?
Durata: 107’

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2 commenti

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    Non l'ho (ancora?) visto, ma ho la sensazione che l'idea, pur se suggestiva, andasse bene al massimo per un corto.

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    Idea bellissima ma registiicamente un macello….peccato!