Vacanze ai Caraibi, di Neri Parenti

Le tre vicende che la commedia Wildside incrocia prendono il via il 31 dicembre 2015, come se Neri Parenti volesse da subito indicare la presa di distanza dalla cornice natalizia della scuderia oramai rivale (l’albero addobbato manca in realtà da un po’ dai film del regista, quantomeno dal dittico dei “Colpi”): il riferimento tropicale-marittimo potrebbe allora essere quello della brevissima stagione dei “cinecocomeri” di Vanzina, il cui secondo sfortunato episodio era già per l’appunto Un’estate ai Caraibi, oppure una delle vette della filmografia di Parenti, Natale in crociera, sceneggiato in larga parte dalla squadra di quest’ultimo (ovvero il regista con i veterani Brizzi e Saverni), stavolta con la sostituzione Bencivenni/Martani.

In effetti da Natale in crociera sembra provenire tutto l’episodio Argentero/Spada, in aperta sostituzione della coppia De Luigi/Hunziker di quegli anni: come loro, i due sgattaiolano via dalla nave per vivere il loro idillio su di un’isola, ma gliene succedono di tutti i colori, aspetto che non incide per nulla sulla loro esplosiva ninfomania. Lo sketch è sicuramente trito e decisamente ingolfato ma Ilaria Spada conferma dopo Gli ultimi saranno ultimi di possedere i tempi comici e una certa verve spontanea e contagiosa nel ruolo della coatta svampita.
dario bandiera in vacanze ai caraibiLa parentesi dedicata al personaggio di Dario Bandiera è per contro pochissimo riuscita, questa macchietta di siciliano ossessionato dalla tecnologia e dal dover essere sempre online sembra buona per una figura comica all’interno dello spazio delimitato di una trasmissione televisiva, con tutto il corredo dei cavalli di battaglia dell’attore e delle sue capacità di rumorista. Qui è invece tirata mostruosamente per le lunghe non appena rinuncia consapevolmente ad un respiro meno corto, naufragando letteralmente dopo la gag dei collegamenti con il circuito chiuso di webcam a casa dell’anziana madre, o il corteggiamento 2.0 con la vacanziera procace.

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Come a riprendersi l’importanza e l’attenzione che gli spetta dopo aver sostanzialmente fatto da supporto a latere nelle ultime sortite dicembrine, Christian De Sica è la reale anima su cui poggia l’intera impalcatura.
De Sica e Parenti ritrovano un’affinità (testimoniata dal dietro le quinte falso/vero in chiusura che pare davvero diventata una firma dei due) che non vedevamo dai tempi di Natale a Rio, episodio dal quale provengono gli spunti sul voodoo del film e il canovaccio per le disavventure del personaggio e del suo partner Massimo Ghini con la criminalità locale,.con tanto di doppi e finti rapimenti nella tradizione di Totò e Peppino.

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Ghini regge il gioco con efficacia, ma è nella fiera scurrilità senza freni della performance di Christian De Sica, stavolta evidentemente attento anche ad un rimpallo social/virale del suo personaggio in rete, che ritrovi con gioia tutto lo storico di un’operazione e di una tradizione simile, archivio vivente di farsa popolare senza quella pudica vergogna forzata che parevano invece aver assunto alcuni Natali precedenti, o concorrenti…

Regia: Neri Parenti

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Interpreti: Christian De Sica, Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Luca Argentero, Ilaria Spada, Dario Bandiera

Distribuzione: Medusa

Durata: 100′

Origine: Italia 2015