VENEZIA 67 – “Il film doveva avere il fascino per soddisfare le aspettative del pubblico”, incontro con Tsui Hark

Tsui HarkCon un film visivamente meno scintillante del solito Tsui Hark si propone al pubblico della Mostra nella selezione ufficiale. Con Detective Dee and the mystery of phantom flame Tsui sposta il baricentro del proprio interesse e dalla brillante scomposizione dei corpi durante i combattimenti di arti marziali, passa ad una ricerca storica, con personaggi esistiti in una Cina medievale e un mistero da sciogliere nella corte dell’imperatrice.

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In questo film si combinano vari elementi, l’amore, il mistero, il kung-fu come è stata elaborata l’idea che ha dato vita al film?

La sceneggiatura del film era già stata scritta , ma quando l’ho letta ho sentito l’esigenza di modificarla, di adattarla a quelle che sentivo essere le necessità del film. Soprattutto c’era l’esigenza di adattarla ad un film in cui il protagonista è un detective che è anche un personaggio realmente esistito. Nello stesso tempo non volevo che venisse abbandonato il lato spettacolare del film. Sono un grande appassionato di arti marziali e quindi volevo che il kung-fu fosse presente nel film. Ma soprattutto volevo che questo film avesse un grande fascino e che non dovesse deludere le aspettative del pubblico. Spero di esserci riuscito.

 

Il suo personaggio principale si trova davanti ad un problema da dipanare e questa è una situazione nuova per i suoi film, questo ha modificato il suo stile e quali sono le eventuali novità?

Come ho già precisato abbiamo tentato di realizzare un film che fosse legato strettamente alla logica del detective senza dimenticare i combattimenti. Per questo ho tentato di arricchire il film, la sua struttura anche attraverso la complessità della trama e abbiamo voluto che vi fossero una serie di sorprese per il pubblico. In questa ottica, ad esempio, va guardato il finale che è davvero complesso. Per fare tutto questo abbiamo attinto alla tradizione classica dei film di cappa e spada e abbiamo utilizzato le tecniche proprie dio questo genere di film oltre che ad utilizzare anche le tecniche anche digitali per ottenere i risultati che volevamo raggiungere.

 

È stato importante anche il lavoro Andy Lau che nel film come ha preparato il suo personaggio?Andy Lau

Andy Lau: Parlando con Hark mi ha detto che il mio personaggio doveva assomigliare ad un animale e io dovevo capire quale fosse. Ci ho pensato a lungo e ho pensato al cavallo e ad altri animali, ma non si trattava di quelli. Ho riparlato con lui e mi ha detto che l’animale a cui dovevo pensare era la scimmia, un animale intelligente e dinamico e molto vicino all’uomo. Ho quindi lavorato affinché il mo personaggio fosse vicino a quello della scimmia. Devo anche dire che per preparare con cura la mia parte avevo cominciato a guardare le fiction televisive e i vecchi film di cappa e spada, ma Hark mi ha detto di lasciare perdere e di non guardare i personaggi del passato, Detective Dee era un personaggio del tutto nuovo e serviva un lavoro diverso da quello che era stato fatto fino ad ora.