VENEZIA 67 – Monte Hellman, moderno noir: Road to Nowhere

Shannyn Sossamon in Road to Nowhere di Monte Hellman
Monte Hellman sarà in concorso al Lido con un nuovo film a 20 anni da Blind Terror con Road to Nowhere: un noir moderno, un intricato "thriller romantico" a più livelli, storia di un giovane regista coinvolto in un mistero di identità multiple, di un doppio suicidio, uno scandalo politico e un complotto criminale. La biografia di "uomo tuttofare" capace di sporcarsi le mani sul set, le influenze, i film più amati, il rapporto con Jack Nicholson in un'intervista della rivista dedicata al cinema indipendente Cashiers du Cinemart.
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Shannyn Sossamon in Road to Nowhere di Monte HellmanSi chiama Road to Nowhere, è diretto da Monte Hellman, che a 77 anni porta in concorso al Lido un nuovo film a 20 anni da Blind Terror (Silent Night, Deadly Night III) del 1989, a parte la parentesi del 2006, Stanley's Girlfriend, un segmento nel progetto horror collettivo Trapped Ashes accanto a Joe Dante e Ken Russell.
Il regista newyorchese torna con un  intricato noir moderno, un “thriller romantico” a più livelli, storia di un giovane regista coinvolto in un mistero di identità multiple, di un doppio sucidio, uno scandalo politico e un complotto criminale.
 
Hellman cita come tema stilistico dominante nel suo nuovo film anche la sovrapposizione di tempi e realtà, in un contesto che sa essere anche surreale (L'anno scorso a Marienbad di Resnais).

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La sceneggiatura è opera di Steven Gaydos, critico cinematografico di Variety, già collaboratore di Helmann per diversi film, tra cui proprio Blind Terror. Nel cast, il protagonista, il canadese Tygh Runyan (K-19, Battlestar Galactica) è affiancato da alcune giovani attrici – la seducente Shannyn Sossamon (Le regole dell'attrazione, One Missed Call) in un ruolo ambiguo (femme fatale o vittima degli eventi?) e Dominique Swain (Lolita, Alpha Dog) nei panni una blogger che farà delle scoperte decisive – e da Fabio Testi, amico del regista, già diretto in Amore piombo e furore (1978). Shannyn Sossamon e Tygh Runynan in ROAD TO NOWHERE di Monte Hellman, in concorso a Venezia 67

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Road to Nowhere è stato girato tra varie difficoltà economiche con una Canon 5D Mark II – "Il bello è che non hai bisogno di permessi, perché nessuno capisce che stai effettuando delle riprese. Realizza filmati ad alta definizione ma ha ancora l'aspetto di una fotocamera" – tra le Smoky Mountains del North Carolina, Los Angeles e diverse località europee, da Londra a Verona al Lago di Garda, e a Roma anche nella nella chiesa di San Pietro in Vincoli.

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Hellmann inizialmente si dedicava al teatro (a soli 10 anni allestiva la sua prima tragicommedia in un campo estivo, più tardi curò la prima rappresentazione in assoluto a Los Angeles di Aspettando Godot di Beckett) poi crebbe nella factory di Roger Corman, da sempre suo sostenitore (è del '59 Beast from the Haunted Cave) e negli anni '60 fu uomo tuttofare sui set cinematografici – dallo spedizioniere all'autista di camion fino al ruolo di montatore – tra gli altri, per Sam Peckinpah (Killer Elite) Bob Rafelson (Head) e Jonathan Demme (Fighting Mad).

Two-lane blacktop, di Monte HellmanOltre a sposarmi con la madre dei miei figli Melissa e Jared, ho sposato artisticamente Jack Nicholson, con cui ho fatto 4 film e mezzo più una sceneggiatura inedita, Epitaph” racconta Hellmann*. I due si sono conosciuti già nei '50, ma sono diventati amici  nell'estate del 1960, durante le riprese di The Wild Ride di Harvey Berman: Nicholson era la stella del film, Hellman montatore e produttore associato.

Mi sono costruito una reputazione di anticonformista, “uno che non si svende”, “contro il sistema”ma in realtà, ho sempre lavorato come un killer prezzolato. Ho accettato qualunque lavoro,  a patto che fosse in linea con le mie idee. Certo, ho sempre fatto del mio meglio anche su commissione, spesso assumendo un nuovo sceneggiatore per creare uno script che fosse più aderente al mio gusto. Ma realizzavo film di altri. Solo ora sto creando dei progetti che sono miei dall'inizio alla fine.

Nei '70, mentre girava 3 lungometraggi continuò a ricoprire i ruoli più svariati, compreso quello di sostituto di altri registi deceduti prima della fine delle riprese, occupandosi anche di effetti speciali e post produzione, lavorando anche solo a poche scene di serie tv (qualche spettatore italiano ricorderà Baretta).

Tra i progetti mai realizzati di HellmaMonte Hellman & Shannyn Sossamon sul set di Road To Nowheren c'è stato a lungo Dark Passion (adattamento del racconto di Lionel White Obsession che ispirò Jean-Luc Godard per Pierrot Le Fou) noir per Paramount sulla relazione tra un uomo maturo e una giovanissima.

L'autore di Le colline blu (1965) La sparatoria (1967) Cockfighter (1974) Strada a doppia corsia (1971) nel 1987 è stato regista della seconda unità per Robocop di Paul Verhoeven e negi anni '90 è ben felice di rinunciare alla regia di un film che invece decide di produrre: Le Iene di Quentin Tarantino.

In una lunga e interessante intervista stracolma di chicche rilasciata a Mike White per il numero 7 di  Cashiers du Cinemart, rivista americana dedicata al cinema indipendente, Monte Hellman descrive le sue maggiori influenze artistiche, già accennate durante l'incontro alla Cineteca di Bologna dello scorso anno.

 
John Huston e Carol Reed. Volevo fare film come Idolo Infranto, Giungla d'asfalto, Il tesoro della Sierra Madre, Il Fuggiasco. Studiando alla UCLA sono stato fortemente influenzato quindi da Griffith, Pudovkin (Tempeste sull'Asia) e Rivette (Paris nous appartient). Ma il film che più mi piacerebbe aver diretto è Un posto al sole di George Stevens, l'ho omaggiato nel Road to Nowhere - Monte Hellman on setmio Cockfighter.”

Hellman racconta inoltre il suo film più divertente e al contrario il più difficile:

 
Amore piombo e furore (China 9 Liberty 37) “in una posizione ideale nel sud della Spagna, con un cast favoloso, un direttore della fotografia dal gran senso dell'umorismo, Giuseppe Rotunno, e una troupe italiana che cuoceva ogni notte la pasta per tutta la crew. E naturalmente, il set in compagnia di due dei migliori amici della mia vita: Warren Oates e Fabio Testi”.
Iguana, invece, del 1988, come peggiore esperienza: “anche qui avevamo una location eccellente, ottimo cibo, cast e crew, ma tutto è stato rovinato da un produttore nevrotico che tentava di risparmiare fino all'ultimo minuto – fino a quando ormai era tutto inutile. Ero in un costante stato di rabbia.”

Il film di cui Hellman si dichiara meno fiero è l'esordio con Corman “troppo primitivo, avevo ancora tanto da imparare” mentre tra i suoi preferiti cita Strada a doppia corsia, Iguana, Silent Night Deadly Night 3, La Sparatoria e Cockfighter.

Molto interessante anche la lista dei film più amati da Hellmann negli ultimi decenni: Seven di Fincher, L'esercito delle dodici scimmie di Gilliam, Bottle Rocket di Wes Anderson, I fratelli McMullen di Edward Burns, La vita e nient'altro di Tavernier.

 

* Come riportato nel dizionario World Film Directors Vol. 2, Edited by John Wakeman, 1988.


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