VENEZIA 68 – "Dopo il terremoto, un senso di quotidianità mancata. Ma anche la speranza" Incontro con Sion Sono, gli interpreti e i produttori di Himizu

SION SONO e i suoi attori - conferenza stampa di HIMIZU
Il regista giapponese Sion Sono, a Venezia lo scorso anno in Orizzonti con Cold Fish, presenta il suo nuovo film, stavolta in concorso: Himizu, accompagnato dgli attori protagonisti, dai quattro produttori e dalla coppia di giovanissimi interpreti, Sometani Shôta e Nikaidô Fumi. Le curiosità della stampa si concentrano soprattutto sul processo di adattamento dal manga di Minoru Furuya e sulla condizione attuale del Giappone dopo il recente terremoto, che ha una parte importante nel film.

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SION SONO e i suoi attori - conferenza stampa di HIMIZU Le curiosità della stampa si concentrano soprattutto sul processo di adattamento dal manga di Minoru Furuya e sulla condizione attuale del Giappone dopo il recente terremoto, che ha una parte importante nel film.

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Come è nato il progetto di riadattare un manga e cosa è cambiato nello script dopo il terremoto?

SION SONO: Questa è la prima volta che mi dedico a un film tratto da una storia non originale. Inizialmente prevedevo di restare abbastanza fedele al manga, dopo la catastrofe mi è sembrato giusto riadattare la sceneggiatura, aggiungendo degli elementi che non comparivano nell'opera di Minoru Furuya.

La violenza del film ha a che fare con una condizione tipica del popolo giapponese, il fatto di essere esposti alla violenza della natura?


SION SONO:
I giapponesi non sono un popolo particolarmente violento. Credo piuttosto che la violenza sia una caratteristica che appartiene in modo peculiare al mio cinema, che non rappresenta la maggior parte del cinema giapponese, anzi viene riconosciuto come qualcosa di diverso.

Come si rapportano i giovani giapponesi al terremoto dell'undici marzo? [agli attori]

SOMETANI SHOTA: Ora io ho 19 anni e posso dire che dopo il terremoto io e tanti altri miei coetanei abbiamo iniziato a pensare a cose che prima non ci sfioravano nemmeno. Ci sono diverse linee di pensiero, diverse riflessioni, ma ho l'impressione che stiamo cominciando ad andare in una buona direzione.

NIKAIDO FUMI:
Ciò che è accaduto ci ha svelato molte cose delle quali prima eravamo all'oscuro. Tutta una serie di cose che non sapevamo. Per quanto mi riguarda ho deciso di studiare di più, di capire di più, e tanti la pensano come me.

Dove ha realizzato le scene di devastazione del dopo terremoto? Questo evento ha influenzato anche il cambiamento del finale rispetto al manga?

SION SONO: Le riprese sono state effettuate a Ishinomaki, tra i detriti. Si trattava di una questione delicata e per questo abbiamo usato molta cautela nel procedere. In zona c'erano dei documentaristi ma nessuno che girasse un film vero e proprio. Avevo qualche dubbio, ma sapevo anche che non mi sarei mai perdonato di non fare quelle riprese.
Quanto al manga, il finale era molto cupo e triste. Io invece ho deciso di dare un messaggio di speranza al Giappone.

Qual'è secondo lei la differenza tra l'industria cinematografica giapponese e quella europea? In Italia per esempio Cold Fish non è stato distribuito, ed è difficile per un giovane regista italiano pensare di avere tanta libertà espressiva

Sono Sion e Sometani Shôta - HIMIZU press conferenceSION SONO: Non sono al corrente della situazione italiana. In Giappone, posso dire che quelli che stimo e mi sono di esempio, con piena libertà creativa,  sono pochi. Si tratta di un fatto incidentale, quasi di un miracolo che io abbia incontrato questi produttori meravigliosi che mi permettono di fare i miei film. Se la situazione italiana è come dice mi dispiace, anche perchè sono stato ispirato da molti classici italiani. Ma sono sicuro che anche i giovani filmaker del vostro paese possono farcela, e voglio aggiungere che il prossimo anno progetto di girare un film in Europa.

TOM YODA [produttore esecutivo)]A livello culturale in realtà ci sono anche degli elementi in comune tra Giappone, Europa e resto del mondo. Non credo che la differenza sia questa. Comunque è necessario  adottare un criterio di introspezione e di profondità tale da avere una visione chiara delle cose: nel film superficialmente c'è la violenza, c'è dell'azione, ma con la stratificazione dei livelli c'è soprattutto una perfetta descrizione della gioventù giapponese.

A proposito delle influenze, è stato ispirato dal Kurosawa degli anni '40 e in particolare il rapporto tra il protagonista e lo yakuza può essere derivato da L'angelo ubriaco?
 

SION SONO: Adoro quel film, ma non c'era una citazione esplicita. Con il rapporto tra Sumida e lo yakuza interpretato da Denden volevo semplicemente rappresentare l'incontro con la corruzione, c'è una scena simile anche nel manga, io ho aggiunto alcuni elementi. Ma devo dire che più che ispirarmi, la personalità di Akira Kurosawa è diventata ormai una parte del mio corpo…

Cosa ha provato filmando le immagini molto forti e commoventi dei detriti?

SION SONO: In questi dieci anni sono stati scritti molti manga [il manga Himizu risale appunto a 10 anni fa, ndr]e i temi sono sempre  stati più o meno gli stessi: solitudine, tristezza, un senso di quotidianità mancata. Ma dopo il terremoto, il non quotidiano è diventato quotidiano, normale. Questo è lo stato d'animo in cui ero.
 

Che tipo di pubblico vi aspettate con un film di spessore? Perchè investite in un prodotto come questo?

SATOMI ODAKE: In parte è un film che speriamo vedano i giovani. Ma proprio qui a Venezia mi sono resa conto che può essere apprezzato da diverse fasce di età e da persone provenienti da diversi paesi.

TOM YODA:
Sono produttore da 25 anni e con la mia società abbiamo sempre privilegiato tematiche importanti:

HARUO HUMEKAWA: C'è stato un lavoro accurato sulla sceneggiatura, inizialmente molto lunga; il lavoro è proseguito con numerosi briefing anche durante le riprese e ci sono stati anche piccoli diverbi con Sion Sono su cosa eliminare, cosa aggiungere, ma questo non ha reso meno bella l'esperienza.

 

 

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