VENEZIA 68 – "I personaggi di Killer Joe sono rappresentativi della natura umana" Incontro con William Friedkin, Tracy Letts e Emile Hirsch

Emile Hirsch e William Friedkin - KILLER JOE press conferenceWilliam Friedkin dice cose serie con umorismo: nella conferenza stampa di Killer Joe, presentato oggi in concorso,  insieme allo sceneggiatore, il premio Pulitzer Tracy Letts (estimatore di Tennessee Williams, William Faulkner e Jim Thompson: Killer Joe, come Bug, è tratto da una sua pièce). Insieme alla coppia creativa anche uno degli attori protagonisti, Emile Hirsch, e ai produttori Nicolas Chartier e Scott Einbinder. Assenti invece gli altri intepreti (Matthew McConaughey, Juno Temple, Thomas haden Church, Gina Gershon).

 

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Da dove nasce l'ispirazione per questa storia?

TRACY LETTS:
La prima in teatro risale al '93. Le influenze sono tante e sempre difficili da individuare, posso citare le pulp stories di Jim Thompson, ma anche un fatto di cronaca letto in un giornale, su una famiglia in Florida: madre e figlio erano trafficanti di droga e mi aveva colpito la facilità con cui avevano progettato un omicidio.

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Questa è la seconda collaborazione tra Friedkin e Letts dopo Bug. Cosa vi ha spinto a lavorare insieme?


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WILLIAM FRIEDKIN: Io e Tracy vediamo il mondo allo stesso modo. Non in termini critici, semplicemente vediamo le stesse cose nella natura umana, condividiamo lo stesso humor nero. Comunque molti film americani, compresi alcuni che hanno fatto conoscere Marylin o Humphrey Bogart, sono ispirati o tratti da lavori teatrali spesso sconosciuti. Pensate a Casablanca, considerato il primo o il secondo tra i più grandi: la maggior parte dei dialoghi provengono da una pièce che non fu mai messa in scena. Le fonti possibili sono tante: spettacoli, libri, racconti, videogame… io comunque mi considero solo il direttore d'orchestra e la maggior parte del merito va tutto ai miei attori e a Tracy. La visione è sua, deve parlare lui.


TRACY LETTS:
Non avevo mai pensato alla trasposizione dei miei testi in film, ma la mente artistica di Friedkin è una garanzia. Condividiamo non solo i gusti, ma anche la stessa etica del lavoro. Una delle cose che amo di Killer Joe è che i WILLIAM FRIEDKINpersonaggi sono come noi tutti qui presenti, e malgrado le cose orrende che fanno, ci affezioniamo a loro.

WILLIAM FRIEDKIN: Molto del merito inoltre va ai produttori. Prendete questo signore, Nicolas Chartier, che ha prodotto Hurt Locker. La Bigelow è stata finalmente riconosciuta, dopo molte difficoltà dovute al fatto che era una donna che girava film d'azione. Bè, è lui che ha visto il potenziale di Killer Joe. Ora se volete posso cantarvi alcune canzoni, per esempio Volare. (risate)

 

NICOLAS CHARTIER: Per me l'aspetto più importante del panorama degli anni '70 e '80 è che si poteva lavorare con Robert Redford (e ora sto per iniziare un nuovo film con lui), Friedkin, Coppola…negli ultimi dieci anni ci si è concentrati più su cose come Transformers o videogames e meno sulle belle storie. Lavorare con Friedkin significa tornare allo spirito di quegli anni.

WILLIAM FRIEDKIN: Quando mi hanno presentato Fellini, mi sono sentito un apostolo. Ci ha cucinato una pastasciutta orrenda e malgrado ciò è stata la migliore della mia vita. E adesso voglio leggervi qualcosa, chiedo scusa a Fellini, Rondi, Mastroianni, ma devo farlo [Friedkin legge una critica d'epoca su 8 e 1/2 che definisce il film mancante di premesse filosofiche, gratuito, e il cinema un'arte indietro di 50 anni ma anche piena di tutti i difetti delle avanguardie).


Come si è preparato Emile Hirsch a un ruolo tanrto diverso dai precedenti? E che peso ha l'umorismo nero in questo film?

WILLIAM FRIEDKIN: L'umorismo nero era già tutto nel testo di Letts. Molti potrebbero pensare che non è lo stesso tipo di divertimento che offrono Totò, Benigni o i fratelli Marx, ma lo humor di Letts è differente, è più come quando a volte ascolto il discorso di un politico americano, su cosa farà per la popolazione: ecco, questo mi rende ilare, perchè sento parlare qualcuno che è completamente scollegato dalla verità, poco onesto col mondo. Come i personaggi di Letts.
 

EMILE HIRSCH: Un paio di anni fa ho letto e studiato Amleto, mi sono innamorato del personaggio. Anche se poi il progetto non è andato in porto, questo mi ha aiutato nel rappresentare Chris in Killer Joe, perchè è un personaggio molto conflittuale. Come attori, sapevamo tutti di calpestare terreni pericolosi, ma nello stesso tempo di essere al sicuro grazie alla guida di William. L'esperienza è stata unica per molti motivi, guardate McConaughey, è molto diverso che negli altri suoi ruoli ma dopo aver visto il film pensiamo tutti che non poteva esserci nessun altro al suo posto. Ho lavorato con molti ottimi registi ma quasi tutti sono specializzati in una cosa in particolare; William invece copre tutto lo spettro, è bravo in ogni aspetto, si intende di recitazione, sa fare tutto".
 

WILLIAM FRIEDKIN: Perchè nessuno scrive più con la penna in questa sala? Sarà tutto su youtube tra poco?
 

La scena della coscia di pollo resterà nell'immaginazione di tutti, da dove è venuta?

TRACY LETTS: Non saprei. Mangio molto pollo.


Emile Hirsch e William Friedkin in conferenza stampa - KILLER JOECosa ne pensa del futuro del cinema americano, se ha un futuro?

WILLIAM FRIEDKIN: Io guardo in continuazione i film di Welles, Fellini, Antonioni. Non saprei come fare un film se non avessi visto i loro lavori, non mi reputo degno nemmeno di allacciargli le scarpe ma mi hanno sempre ispirato. Oggi la tecnologia permette a ogni regista di realizzare i suoi sogni. Noi dovevamo costruire ogni scena d'azione manualmente, mentre oggi si può utilizzare il computer, e questo viene fatto benissimo, mai come in questi anni. Penso ai film di Bourne di Paul Greengrass, le sue scene di inseguimenti sono fantastiche, mi domando sempre come facciano. Mi piace Darren Aronofsky… ma non posso dirlo o penserete che sto cercando di conquistarmi il suo voto. Hei, Darren, dove sei? [risate] Ecco dieci dollari! Credo che Paul Thomas Anderson sia stupefacente. Mi piacciono i fratelli Coen, che sono sicuramente ammirati da tutti qui dentro… e se non è così, andate al diavolo! [risate]
Forse qualcuno un giorno farà con le tecnologie avanzate di oggi quello che ai suoi tempi è stato in grado di fare Welles in Citizen Kane, con i mezzi che aveva a disposizione all'epoca.

[Friedkin coinvolge anche l'altro produttore] Quest'altro signore che vedete qui, in ogni modo, è un altro a cui va il merito del film. Ci ha permesso di portare avanti molte cose che avrebbero potuto essere eliminate da qualcun altro. Vuoi aggiungere qualcosa?

SCOTT EINBINDER:
Certo è duro lavorare con Bill, ma anche impagabile assistere al suo lavoro con gli attori.

Lei ha citato dei registi allusivi, mentre il suo film è molto esplicito.

WILLIAM FRIEDKIN: Ho fatto due film in cinque anni, ambedue scritti da Letts, e leggo moltissimi script. Questo vuole dire qualcosa: il fatto è che ne trovo pochissimi che mi interessano. Non è che io renda le cose più esplicite. In realtà le rendo più ambigue, per esempio, nemmeno io capisco il senso di Killer Joe, se me lo chiede mia moglie non so risponderle… No, voglio dire che anche se non so nulla, capisco questi personaggi e li ritengo rappresentativi della natura umana. Chiamiamola una storia d'amore con un risvolto particolare… Cenerentola, se volete. Cenerentola che cerca il Principe Azzurro e poi invece si imbatte nel killer, come succede a molte donne. Come è successo anche a Jeanne Moreau [sua moglie tra il '77 e il 79]. Cercava il principe e ha trovato me…