VENEZIA 68 – Winslet, Waltz, Reilly: incontro con il cast di Carnage di Roman Polanski

Kate Winslet e Christoph Waltz - CARNAGE press conference
Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly (assente solo Jodie Foster) rispondono alle numerose domande sul loro lavoro per Carnage di Roman Polanski. Presenti anche il compositore Alexandre Desplat e Yasmina Reza, l'autrice della pièce Le dieu du carnage, cosceneggiatrice del film insieme al regista polacco

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Il cast quasi al completo del nuovo film di Roman Polanski, accolto calorosamente dalla stampa, risponde alle domande dei tantissimi giornalisti presenti. Ci sono anche il compositore Alexandre Desplat e la cosceneggiatrice (e autrice della pièce del 2006 da cui il film è tratto) Yasmina Reza. La prima domanda è per lei.

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 Kate Winslet e Christoph Waltz - CARNAGE press conferenceIl film è impregnato del pessimismo più totale, anche se nel finale vediamo i ragazzini parlarsi. Forse è una soluzione troppo facile…

YASMINA REZA: La mia pièce aveva una conclusione diversa rispetto al film. Era molto più oscura e senza la minima speranza. Ma nel lavoro a quattro mani con Roman, ho rispettato la sua idea: introdurre un elemento di speranza, soprattutto per le generazioni future.

Lei interpreta spesso film legati al tema della famiglia e delle difficoltà familiari, le sta particolarmente a cuore?

KATE WINSLET: Provengo da una famiglia numerosa e unita e sono a mia volta madre, probabilmente questo contribuisce a farmi trovare attraenti questo tipo di storie. Comunque, avevo già assistito allo spettacolo teatrale a New York e mi aveva entusiasmato.

 

Il film è ancora più divertente della pièce. Parlateci della vostra reazione alla chiamata di Polanski.


JOHN C. REILLY:
Sono stato molto fortunato: quando Roman chiama, si vola. La prima reazione è di felicità assoluta. Si tratta di una storia preziosa per un attore, un lavoro intenso che ci ha tenuti in quell'appartamento per 6 settimane.

CHRISTOPH WALTZ: indubbiamente è eccitante ricevere una telefonata da Polanski, per di più per un film scritto con Yasmina Reza. Ma esaurita l'eccitazione – che dura più o meno 24 ore – inizia il lavoro vero e proprio, ed è stato lì che ho davvero amato Roman.

Quattro attori eccellenti insieme: è più facile lavorare con colleghi di pari bravura?

KATE WINSLET: Rispondo con ciò che direbbe lo stesso Roman se fosse qui, visto che lo ha ripetuto più volte sul set: noi quattro, Jodie compresa, siamo andati estremamente d'accordo fin dal primo giorno, spontaneamente. Nell'affrontare questa sceneggiatura, come esseri umani prima che come attori condividevamo una certa paura; questa paura ha cementato la nostra alchimia. In realtà, via via ci siamo accorti che avevamo un modo di lavorare molto simile.

 

CHRISTOPH WALTZ: Anche le differenze tra di noi avevano una parte importante: i personaggi dovevano essere molto diversi tra di loro. Inoltre, per tutto il film abbiamo anche in parte mantenuto i nostri modi di essere individuali. Eravamo troppo occupati per preoccuparci di approcci o modelli diversi.

 

JOHN C. REILLY: Quando si lavora con un regista e un cast simile, sulle prime si diventa ansiosi: valgo quanto gli altri? ce la farò? Poi, con il lavoro, come in ogni altro lavoro, l'ansia scompare. Roman è uno stakanovista e pur essendo più anziano di me, era sempre l'ultimo ad andarsene. Dal canto mio per reggere ho dovuto bere un sacco di espressi… Quanto all'aspetto comico

Come ha affrontato la scena del vomito?

KATE WINSLET: Ridevamo tutti durante quella scena. In realtà è la seconda volta che devo vomitare in scena, a parte un episodio di Mildred Pierce. Per i tecnici sul set, che mi hanno molto aiutato, è diventato un giorno di culto, una specie di "Vomit Day". Non è certo stato facile, ma vi risparmio i particolari.


CHRISTOPH WALTZ: 
Tengo a precisare che la ricetta del vomito è di Polanski in persona.John C. Reilly e Kate Winslet - CARNAGE press conference


La preparazione per un film basato principalmente sui dialoghi è particolarmente difficile?

KATE WINSLET: Non ho una formula specifica per prepararmi, e se ce l'ho, per la metà del tempo cambia completamente durante il lavoro. La storia è complessa e dettagliata perchè contiene tutte le dinamiche familiari, ma la mia principale preoccupazione casomai è stata: riuscirò a essere più divertente di Hope Davis? [che interpreta Nancy nella versione di Broadway vincitrice di 3 Tony Awards, accanto a Jeff Daniels, James Gandolfini e Marcia Gay Harden]. Poi ho accettato che la versione cinematografica è sempre un'altra cosa rispetto a quella teatrale.

Resta il tempo per un'unica domanda, che viene sprecata con una boutade sulla marca di scotch bevuta e apprezzata dai protagonisti del film… e qualche secondo per un ironico Christoph Waltz che risponde con competenza assoluta sulla qualità del whisky.

 

 

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