VENEZIA 69 – Incontro con Kim Ki-Duk


Ecco un frammento della mini press conference tenuta da Kim Ki-duk all'Hotel Excelsior del Lido di Venezia sul suo Pieta (la recensione di Sentieri Selvaggiil trailer e le foto ufficiali)

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Ecco un frammento (ripreso dal nostro Pietro Masciullo) della mini press conference tenuta ieri da Kim Ki-duk all'Hotel Excelsior del Lido di Venezia.
Il cineasta racconta come la location principale del suo ultimo film, il quartiere di Cheonggyecheon (in passato degradato e abitato da immigrati in cerca di fortuna, oggi popolato da neon e centri commerciali) rappresenti un vero e proprio terzo personaggio del film. Non solo è il luogo delle memorie infantili per il regista, ma anche il simbolo di una graduale sparizione dalla storia di luoghi e persone, inghiottiti dallo sviluppo.

VENEZIA 69 - Prima clip da Pieta di Kim Ki-Duk

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Definito dal regista coreano "una riflessione sulla tragedia del capitalismo moderno" il film segue l'incontro misterioso tra un uomo che riscuote crediti per uno strozzino, figura brutale e disillusa che vive in assoluta solitudine (Lee Jung-Jin Troubleshooter, Love On-Air) e una donna sconosciuta (Jo Min-SuA Boy Who Went to Heaven, i drama Fireworks e My Name Is Princess) che si dichiara sua madre e gli offre insistentemente la sua devozione. In realtà il rapporto tra i due nasconde un doloroso segreto e il desiderio di vendetta…
 

Dal film è stato tratto anche un romanzo, di cui sono co-autori Hwang Ra-Hyun e Kim Ki-Duk, che sarà pubblicato in Corea il 6 settembre, in contemporanea con l'uscita del film in 200 copie.
Una curiosità di merchandising che non suona troppo bene: AsianWiki riporta che sarà prodotto anche un vino chiamato Pieta, dalla casa veneta Villa Romeo: il look delle etichette sarà ispirato al poster del film. Niente male per un film descritto come un"auto-ritratto del modo in cui stiamo annegando in una società sempre più orientata solo al denaro"…

"Su larga scala, ci sono le guerre. Nel nostro piccolo assistiamo comunque a meschini giochi di potere, basati sul denaro. Siamo tutti complici di questa situazione, tutti collegati come in una ragnatela" ha aggiunto il regista durante la conferenza stampa di presentazione del film, tenutasi all'interno della Cattedrale Anglicana di Seoul. Kim Ki-Duk ha anche confermato di essere ancora molto più popolare all'estero che nella sua patria. I suoi ultimi film sono Arirang, visto a Cannes 64, e Amen, presentato solo al 59° San Sebastián Film Festival e al Pusan International Film Festival.

Le dichiarazioni più interessanti provengono forse dagli attori protagonisti, in risposta a una curiosa domanda dei giornalisti presenti (Ti senti una persona cattiva?). Entrambi hanno lavorato per la prima volta con il regista coreano e raccontano lo sviluppo dei rispettivi, difficili ruoli, nei termini di una identificazione totale con la poetica crudele di Kim Ki-Duk:

Pieta di Kim Ki-Duk"In realtà non sono esattamente un bravo ragazzo, se devo essere completamente onesto con me stesso, anche se non sono terribile come il mio personaggio nel film… cerco di essere una brava persona, ma non è facile. Diciamo che cerco almeno di rispettare la legge" ha detto Lee Jung-Jin.
Gli fa eco Jo Min-Su: "Sì, non posso dire di essere solo una brava persona, sinceramente. Tutti, come esseri umani, abbiamo una parte malvagia dentro di noi."
 

Nella nostra gallery, tutte le nuove immagini di Pieta (che sarà anche al 37° Toronto Film Festival e al 45° Sitges Film Festival) e il poster italiano: a distribuire il film nel nostro paese sarà la Good Films, che secondo un comunicato stampa pubblicato dalla Finecut, detentrice dei diritti, porterà in Italia 37 copie a partire dal 14 Settembre, nelle sale di diverse città tra cui Roma, Milano, Firenze e Napoli.
 

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