VENEZIA 70 – 28. Settimana della critica

Film diversi fra loro. Francesco Di Pace, che ha annunciato i film selezionati, li definisce come una magica costellazione. Più che soddisfare un tema generale, i titoli sembrano uniti uno per uno da un legame che compone un disegno che unisce i nove film presentati quest'anno. Sono sguardi maturi, nonostante siano tutte opere prime, ha aggiunto Anna Maria Pasetti, ogni film è un universo a sé, ma nessuno di essi è autoreferenziale.

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Razredni sovražnik (Nemico di classe), di Rok Bi?ekSi inizia con Zoran, il mio nipote scemo, di  Matteo Oleotto, definita dal regista, presente alla conferenza, come una commedia europea. Il film, nato dopo una genesi produttiva di cinque anni, è una commedia delicata e intelligente, con protagonista Giuseppe Battiston nei panni di Paolo, un uomo dedito più al vino che agli affetti, che si troverà a prendersi cura di un nipote indesiderato, Zoran, di origine slovena. Il film, girato fra il Friuli e la Slovenia è un’opera che, con le parole del produttore Igor Prin?i?, è radicata profondamente nel territorio. E il legame territoriale unisce questo film all’opera Razredni sovražnik (Nemico di classe), di Rok Bi?ek, anch’esso ambientato in Slovenia. Il film, un intenso dramma ad ambientazione scolastica, narra l’arrivo di un insegnante autoritario in un liceo e il conflitto che subito si viene a creare con gli studenti della sua classe. L’insegnante verrà infatti accusato di essere la causa del suicidio di una giovane studentessa, ma di chi è davvero la colpa?

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Återträff (La riunione),di Anna OdellRitroviamo l’ambientazione scolastica anche in Återträff (La riunione), film dell’artista e performer svedese Anna Odell, un film che come ha affermato Luca Pellegrini ha spaccato la commissione, ma che ha infine convinto tutti i critici. Il film è un esperimento concettuale, che mette in scena una riunione di ex compagni di scuola a cui partecipa la regista stessa, accusando i vecchi compagni di averla emarginata rovinandole l’adolescenza. Nella seconda parte la regista mostrerà, in maniera documentaristica, il tentativo di mostrare il film ai suoi veri ex compagni, rendendo il confine fra realtà e finzione sempre più labile. L’anello mancante in questa costellazione di titoli, è un film a sorpresa, che verrà annunciato successivamente. La presenza del cinema cileno è molto forte quest’anno, con due titoli selezionati: il primo, Las niñas Quispe (Le ragazze Quispe) è diretto da Sebastián Sepúlveda e prodotto dai fratelli Larraín. Il film, una storia vera svoltasi durante la dittatura di Pinochet, ha come protagoniste tre sorelle, allevatrici di capre e isolate su un arido altipiano, le cui giornate trascorrono nel ripetersi di gesti quotidiani, lontane dagli orrori che accadono poco distanti dal loro mondo.  Un film che Di Pace ha definito rigoroso ma sapiente, che conta fra gli attori anche Alfredo Castro, interprete feticcio di Pablo Larraín.

 

 

Zoran, il mio nipote scemo, di Matteo OleottiDal territorio come personaggio si passa poi al luogo come elemento fondamentale del film, unito a uno stile visionario: White Shadow (Ombra bianca), di Noaz Deshe. Il regista, che si definisce apolide, nato a Jaffa ma diviso fra Germania e Stati Uniti, racconta la violenta e crudele persecuzione che si svolge tutt’ora nei territori africani ai danni degli albini. Film coraggioso, nato dopo anni di sforzi, vede una coproduzione italo-tedesca-tanzanese e vanta l’appoggio dell’attore Ryan Gosling in veste di produttore esecutivo. L’ultimo film, che condivide con il precedente il tema dell’intolleranza, è L’Armée du salut (L’esercito della salvezza), opera prima dello scrittore Abdellah Taïa, che mette in scena il suo romanzo omonimo, (pubblicato in Italia da Isbn), il racconto autobiografico della sua giovinezza, che vede il conflitto fra i valori tradizionali che permeano la sua famiglia e la società marocchina, e la sua omosessualità.

 

 

White Shadow (Ombra bianca), di Noaz DesheInfine abbiamo i due eventi speciali di quest’anno: L’arte della felicità, film di animazione di Alessandro Rak, che ha messo insieme a Napoli un nucleo di giovani artisti, musicisti, disegnatori e fumettisti, sotto la guida dello sceneggiatore e produttore Luciano Stella, che si dice entusiasta della partecipazione del film alla selezione. Abbiamo realizzato un film di animazione per adulti, genere spesso assente nel panorama italiano ma che può e deve crescere. Il film, ambientato in una Napoli perennemente piovosa e invasa dai rifiuti, mescola spiritualità e ricerca interiore e vede come protagonista un tassista ex musicista, alla ricerca della sua anima fra ricordi e presenze del passato. Chiude la selezione il secondo film cileno Las analfabetas (Le analfabete), di Moisés Sepúlveda, tratto da un lavoro teatrale già interpretato dalle stesse attrici protagoniste del film, fra cui Paulina García (vincitrice dell’Orso d’argento come miglior attrice per Gloria). Le due protagoniste vivono forme diverse d’analfabetismo: Jackeline, incapace di provare sentimenti, si lega alla solitaria Ximena, che si isola per tenere nascosto il suo reale analfabetismo. Una misteriosa lettera unisce le due donne, e il mistero che ne scaturisce creerà un intenso rapporto.

 

La Settimana Internazionale della Critica promuove da sempre opere prime, e anche quest’anno gli organizzatori auspicano che i film selezionati trovino visibilità nella distribuzione italiana e internazionale, perché sono film che non si limitano a soddisfare lo sguardo dei cinefili ma parlano a ogni tipo di pubblico.