VENEZIA 70 – Dance me (to the end of family): Miss Violence

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Il cinema greco continua a (r)esistere: dopo Yorgos Lanthimos (Kinetta, Kynodontas, Alps) Athina Rachel Tsangari (Attenberg, The Capsule) abbiamo visto circolare nei festival internazionali i nomi di Argyris Papadimitropulos e Jan Vogel (Wasted Youth) Yannis Economides (Knifer) Babis Makridis (L) Ektoras Lygizos (Boy's eating the Bird Food) Harry Patramanis (Fynbos) Thanos Anastopoulos (I Kori) Elina Psykou (The Eternal Return of Antonis Paraskevas) Athanasios Karanikolas (Echelot) Aran Hughes e Christina Koutsospyrou (To the Wolf).

VENEZIA 70 - in concorso, Miss Violence, di Alexandros Avranas - trailerQuesto Miss Violence, tra i film in concorso alla 70° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, è il secondo lungometraggio di Alexandros Avranas, nato nel '77, alle spalle studi d'arte, che con l'esordio Without nel 2008 ha vinto diversi premi al Thessaloniki Film Festival (tra cui miglior film e miglior regista esordiente) pur non trovando diffusione neppure nel suo paese.

Prodotto dalla Faliro House, che si pone come alfiere della distribuzione per il nuovo cinema greco, e dal collettivo indipendente di giovani creativi Plays2Place Productions, Miss Violence si presenta con un trailer sardonico che anticipa le tematiche comuni ad altri film greci contemporanei: abbiamo una famiglia apparentemente perfetta che assiste quasi con indifferenza a un gesto drastico, in questo caso, il salto dal balcone di Angeliki, undici anni, il giorno del suo compleanno, con un sorriso stampato sul volto.

Il regista greco Alexandros AvranasMentre polizia e servizi sociali cercano di scoprire il motivo di questa apparente suicidio, la famiglia dichiara che si è trattato di un incidente e si ostina a dimenticare l'evento e andare avanti con la sua vita, in una casa pulita, ordinata e gradevole, con piante ornamentali e una lampada sempre accesa in un angolo, che non sembra nascondere segreti. Ma il fratello minore di Angeliki rivela involontariamente alcuni indizi, che gradualmente costringeranno la famiglia ad affrontare ciò che per molti anni non ha voluto vedere…

"La ragazzina rappresenta molti dei giovani di oggi, costretti a sottomettersi alle regole di una società dura e senza speranza" dichiara Avranas, intervistato da Flix, confermando il legame con la realtà sociale e politica che il cinema greco continua a mantenere. Il suo film racconta lo sfruttamento e la manipolazione che possono nascondersi "nel sistema al quale alcuni si riferiscono ancora come famiglia".

Il leader è il padre, che definisce la sua funzione "utilizzando metodi e modi che non differiscono molto dalla manipolazione della società su una scala più ampia. Gli altri membri della famiglia sono vittime, che non concepiscono norme diverse da quelle che sono stati chiamati a seguire. Fin da quando ero bambino mi sono chiesto: Chi è il più forte, colui che picchia, o colui che procura dolore? La violenza più crudele è la violenza del silenzio, del non detto, della normalità che tenta di nascondere ogni vuoto emotivo che si crea attraverso l'esercizio dell' autorità'".
 
VENEZIA 70 - in concorso, Miss Violence, di Alexandros Avranas - trailerNella famiglia ideale alcuni aspetti incongruenti rivelano che qualcosa non funziona, come il fatto di indossare abiti invernali d'estate, eppure la recitazione degli attori e gli stessi movimenti della macchina da presa, racconta Avranas, non rivelano nulla: "la drammaturgia si dispiega solo progressivamente mentre la famiglia si sfalda. Solo allora seguiamo ciascun componente nella sua lotta individuale verso la liberazione".

Ma la domanda principale del film resta "quanto siamo davvero disposti a scoprire – o anche solo a gestire – ciò che accade dietro le tende ben stirate di una normalità strutturata" chiedendo allo spettatore di assumere una posizione.