VENEZIA 71 – Cercando Chaplin. Incontro con Xavier Beauvois

xavier beauvois sul setArriva in Concorso al Festival di Venezia il regista Xavier Beauvois, pronto a presentare alla stampa la sua commedia dolente La rançon de la gloire. Reduce dal successo del suo ultimo Uomini di Dio (Gran Premio della giuria a Cannes 2012). il cineasta transalpino s'ispira alla storia vera del furto della salma di Charle Chaplin per raccontare le avventure tragicomiche di Eddy e Osman, due immigrati spinti dalla disperazione. Ad accompagnare il regista sono intervenuti, tra gli altri, l'autore delle musiche Michel Legrand e Eugene Chaplin.

Che cosa l'ha spinta a raccontare questa storia? Cosa rappresenta Chaplin per lei?

Xavier Beauvois: Una sera dopo aver visto per la quindicesima volta Luci della ribalta ho scoperto che mia moglie non si ricordava la storia del sequestro. Cercando su Internet mi sono reso conto questa vicenda era, praticamente, un film già scritto. Poi, per me Chaplin è il Cinema. Lui ha inventato tutto, ha scavatodentro l'idea stessa di cinema. E' il più grande. Mi hanno chiesto se  adesso avevo deciso di parlare di qualcosa di profano. Per me Chaplin è sacro. Nel film c'è anche lo spirito della commedia italiana, altra fonte d'ispirazione. Da li ho voluto prendere la suggestione che, come la lampada d'aladino, la bara d questo genio potesse esaudire il desiderio dei due protagonisti. Inoltre la storia mi dava la possibilità di raccontare la parabola di un uomo che uscito dal buio della prigione, arriva alla luce.

Da musicista cosa ne pensa di Desplant presidente di Giuria?

Michel Legrand: Idea magnifica. Per la prima volta nella storia, in un grande momento di cinema come questo, un musicista diventa presidente. Mi ricorda la stessa emozione che ho provato quando ho scoperto che l'aereoporto di Rio è dedicato a Jobim, un musicista che amavo. Grazie alla Biennale per questa scelta.

la rançon de la gloireQuanto c'è di vero nel film?

Xavier Beauvois: La vicenda alla base è vera, come i luoghi dove abbiamo girato. Persino le arringhe del processo finale. Il resto è basato sullo humor, come tutta la storia del circo. Abbiamo anche cambiato la nazionalità dei personaggi e, per questo, la loro sociologia. E' divertente sapere che i due rapitori avevano letto nella stampa italianadi furti di bare e da lì avevano preso l'ispirazione.

Signor Chaplin, che ricordo ha di questa storia?

Eugene Chaplin:
Me lo ricordo perfettamente. Erano i giorni del sequestro Moro. Non era un periodo facile. Eravamo tutti sotto pressione anche per via delle frequenti minacce. Abbiamo sofferto molto, ma ora non considero quei due come persone cattive. Erano disperati.

I Chaplin vi hanno dato supporto durante la lavorazione?

Xavier Beauvois: Sono stati loro a dare l'autorizzazione alla polizia svizzera per collaborare con noi. Eugene, poi, ha capito subito il film che volevo fare e mi ha aiutato moltissimo. E' stato lui il punto di contatto con il circo.

E il suo secondo film ispirato a una storia  vera. E' attratto dalla realtà?

Xavier Beauvois: Truffaut diceva che se prendi un giornale trovi tanti soggetti e puoi fare tutti film. Io uso la realtà per trovare una storia degna di essere raccontata. Tutto è già stato scritto nella tragedia greca. Oggi e' interessante come racconti una storia. Ognuno può fare un film diverso comunque interessante con la stessa storia. Dovremmo fare questo esperimento. ma non sono sicuro che avrebbe un successo di pubblico.