VENEZIA 71 – Pierfrancesco Favino. Incontri ravvicinati

Il primo meeting di Cinecocktail, ieri allo Spazio Luce dell’Hotel Excelsior, è stato inaugurato dalla presenza di Piefrancesco Favino, protagonista di Senza nessuna pietà di Michele Alhaique.

Nella preparazione del film sono stato seguito per quattro mesi da un alimentarista e da un personal trainerdichiara l’attore durante il dibattito “ci voleva una trasformazione concreta per capire le sensazioni e i disagi di Mimmo. Faticavo a muovermi, a prendere in braccio mia figlia o a girarmi nel letto, e ciononostante è stata dura lasciare quei venti chili in più: mi ero in qualche modo affezionato alla mia nuova faccia”.
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A seguito del teaser trailer Pierfrancesco ci parla del perché abbia deciso di finanziare egli stesso l’opera prima di cui è protagonista: “Bisogna fermare la crisi del cinema ed è necessario intervenire in modo concreto: è troppo facile dire che l’Italia è un Paese in cui non si muove nulla e lavarsene le mani.. è facile dire che siamo in pochi, perché ‘pochi’ è comunque una percentuale significativa: anche in pochi si può far qualcosa.”

Posato, gentile e in un certo modo raffinato, di quando in quando gli brillano gli occhi; ci racconta con emozione del momento in cui è nato l’intento di finanziare il film, di come gli è stato mostrato e “recitato” davanti. E’ qui che il timbro s’incrina, la voce si fa più vibrante, ed è la stessa voce che si lega al suo corpo di attore, la stessa che presta a sembianze straniere in opere di cui non è il vero protagonista (ricordiamo, ad esempio, quelle dello stesso Shannon presente al festival). E’ inevitabile, dunque, glissare sulla polemica sollevata qualche tempo fa da Muccino in fatto di doppiaggio: “Non credo che sia un discorso prioritario, in questo mondo ci sono problemi peggiori… Secondo me il doppiaggio è un modo per legare ancor più lo spettatore al cinema, tutto qui.” Ma è anche una prova, aggiungiamo noi: una prova di versatilità, una conferma del fatto che non sia condannato a una fissità di ruoli. “La bellezza che trovo nell’interpretare personaggi diversi” confessa Favino “sta nel fatto che ognuno di loro lascia un qualche detrito nella mia anima.” L’ultimo ad abbandonare una traccia di sé sarà probabilmente Niccolò Polo, padre del più celebre Marco, interpretato per un serial televisivo previsto per il dicembre di quest’anno.
Procediamo, dunque, fra una chiacchiera e una clip ricordandolo in pellicole come Romanzo Criminale (Michele Placido) e Posti in piedi in paradiso (Carlo Verdone). Il tempo trascorre piacevolmente, fors’anche troppo lesto e prima che si possa battere le ciglia una volta ancora giunge il momento dei saluti, conclusione ‘a ruota libera’ in ogni Cinecocktail. Il nostro, prima di fuggire alla proiezione di Hungry Hearts (Saverio Costanzo), ci lascia così, citando Mastroianni: “E’ una festa la vita..
Viviamola insieme!