#Venezia72 – (Per) amor vostro di Giuseppe Gaudino, Valeria Golino e il cast

Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino è il quarto film italiano in concorso; ce ne hanno parlato questa mattina il regista e gli interpreti principali, Valeria Golino, Massimiliano Gallo e Adriano Giannini. “Nel film – ha spiegato Gaudino – “volevamo raccontare il bisogno costante di mercanteggiare e affrontare il tema della memoria, con le sue associazioni e i suoi collegamenti, usando musica e immagini”. Ha iniziato dagli elementi di contorno il regista, per arrivare però quasi subito ad Anna attorno a cui il film ruota e si sviluppa: è il racconto di una donna “che arriva da un’esperienza traumatica e che per amore subisce.” Gaudino ha spiegato come questa figura s’inserisca in una realtà visiva e rituale appartenente alla cultura popolare mediterranea, una cultura che ha ricostruito attraverso riferimenti pittorici: i bozzetti per rendere Anna ironicamente santa e citazioni sotterrane, “il mare che volevamo fosse per lei un oracolo e le nuvole, che ne rappresentano lo spirito”, elementi che tuttavia non sono che suggestioni: “Il cinema è bello perché si costruisce in questo istante” ha affermato. Non ha nascosto appartenergli una “importante componente femminile” Gaudino e l’essersi “divertito ad immedesimarsi in Anna in nome di quella ferma intenzione di essere veri e riconoscibili; in questo senso l’autore aggiunge che “Valeria ha fatto un lavoro eccelso e tutti hanno subito capito lo spirito” del film. Funzionali allo sviluppo della figura di Anna anche i ruoli dei figli che marcano “il rischio di una donna che non vede” e ricorda in proposito la litigata con la figlia che “le parla come le anime nell’autobus” e il personaggio del figlio sordomuto, “un potenziale di Anna che sa interpretare gli altri ma non se stessa”.

Valeria Golino ha raccontato che in Anna c’è di lei forse più di quanto non volesse e di essersi accorta delle aderenze solo strada facendo, sbilanciandosi rispetto all’eredità lasciatale da un ruolo tanto complesso: “Due mesi fa avrei risposto che l’esperienza di questo personaggio mi aveva reso molto fragile. Adesso c’è in me una contentezza vera e profonda di essere qui, che il film sia stato selezionato e che lo si possa far vedere”. Sulla ricerca di equilibrio dei personaggi maschili  Adriano Giannini ha chiarito: “La sfida era  trovare dei punti di fragilità in queste anime un po’ inquinate: è il lavoro di noi attori scovare ciò che sta dietro… Beppe ha un’immaginazione molto complessa ma è quella zona dell’arte. Di dieci cose che ci diceva ne capivamo una, quella che magari non serviva, ma durante la scena capivamo tutto”. Massimiliano Gallo ha aggiunto: “È stato un lavoro di immersione totale. Ci siamo messi a disposizione del progetto con l’entusiasmo di Valeria” che a sua volta ha precisato che “girare in sequenza è la cosa più difficile ma per gli attori è un privilegio e Beppe scompaginava tutto”, volutamente insinuando dubbi e costruendo barriere. Infine la Golino ha fatto cenno alle sequenze visionarie: “Erano già scritte e descritte in sceneggiatura, ma l’immaginazione di Beppe è talmente altro che ho capito molte cose solo vedendole realizzate: Beppe stava creando un mondo parallelo.”

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