#Venezia73 – Dario Argento e Nicolas Winding Refn presentano Dawn of the dead

Si terrà oggi a mezzanotte la proiezione al Lido di Dawn of the Dead-European Cut di George A. Romero, edizione montata e curata da Dario Argento. A introdurre la serata, oltre al regista italiano, Nicolas Winding Refn, supervisore del restauro del film. Il regista danese ha espresso la sua gioia per aver lavorato alla rimasterizzazione del grande classico del cinema: “Il film è incredibile e Venezia è il primo festival ad aver celebrato i classici. Inoltre per me è stato un enorme piacere aiutare Dario a presentare la sua versione che è incredibile in quanto riflette entrambe le personalità dei registi.”

La versione European Cut nacque dalla collaborazione fra i due registi. Dario Argento ha così ricordato l’esperienza: “George ha scritto il film a Roma e l’ha girato a Pittsburg, dove io ero presente. Siamo anche rimasti bloccati in un centro commerciale per via di una tempesta di neve, come nel film. Tempo dopo George mi mandò un montaggio di tre ore. Era materiale un po’ arruffato ma mi ci sono messo d’impegno e gli ho dato un ordine. Lui intanto faceva lo stesso. Poi abbiamo confrontato le due versioni, George voleva che la sua diventasse internazionale ma piano piano apprezzò la mia edizione e le sue musiche. È stato un bel collaborare, raramente succede fra registi, e siamo rimasti molto amici. Il film incontrò problemi di censura in molti paesi, in Francia fu interdetto per tre anni. Questo perché è un film rivoluzionario, all’epoca non si facevano film così infuriati

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I due registi si sono trovati d’accordo nel considerare il film di Romero fondamentale in quanto vero e proprio manifesto politico di quel tempo.Il film è un film pericoloso”  spiega  Refn “io penso sia un attacco al grande sistema capitalistico americano. Gli zombie non sono né buoni né cattivi ma sono lo specchio della rivoluzione di allora dove l’idea del consumo iniziava a prevalere. Nel sistema capitalistico si pensa di resistere ma si è intrappolati nel consumo, che si sviluppa su se stesso. Gli zombie rappresentano questo ciclo del consumo che si autoalimenta. Per me l’arte deve essere pericolosa, non deve compiacere, ma essere reazionaria. Questo film è unico e nulla di simile è più stato fatto”

“C’è un attacco al centro commerciale ”  ha continuato Argento “e questo è simbolico. E poi gli zombie nella loro spietatezza e mancanza di onore sono personaggi profetici che George ha inventato e che ritroviamo nel mondo di oggi. Il cinema è politica e non può essere anestetico. Al cinema ci si va per provare emozioni e quindi anche per pensare.”

Refn e Dario Argento hanno infine parlato della loro collaborazione.Nicolas è un talento molto originale in cui si ritrovano molte tracce del cinema del passato. Sono contento che qui ci sia lui.

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Il regista danese ha affermato “Per certi versi io sono una versione più giovane di Dario. Ciò che apprezzo in lui è che ha sempre lavorato sui suoi feticci, facendo quello che voleva fare come lo voleva fare. In questo Dario è sempre stato pericoloso.”