#Venezia73 – Planetarium. Incontro con Rebecca Zlotowski e il cast

Presentato al Lido fuori concorso, Planetarium, nuovo film della regista e sceneggiatrice Rebecca Zlotowski, ha come protagoniste Natalie Portman e Lily-Rose Depp, rispettivamente nei panni delle sorelle LauraKate Barlow. La Zlotowsky si è fatta notare nel 2013 con Grand Central, vincitore del premio François Chalais nella sezione Un certain Regard del festival di Cannes. Il film narra di due sorelle statunitensi sbarcate a Parigi negli anni ’30. Solo la più giovane, Depp, possiede realmente doti da medium, mentre l’altra si preoccupa di impressionare il pubblico con abilità da intrattenitrice. Le due conoscono un produttore cinematografico che segnerà un passaggio fondamentale nelle loro vite. “Ho voluto raccontare un mondo immaginario per descrivere il reale. Ho lavorato su spiritismo, ipnosi e spiritualismo. Mi sembrava che la connessione tra cinema e aldilà fosse estremamente vicina”.

lily-rose-depp-natalie-portman-planetariumLe attrici avevavo consolidato un’amicizia e un affiatamento, palpabile nel film, prima della lavorazione. Per entrambe, dunque, la finzione non è stata quasi contemplata, almeno nell’inscenare la loro relazione. Sia le due protagoniste che la cineasta avvertono la differenza nell’essere donna nell’ambiente cinematografico.  La causa è rintracciabile nei ruoli disponibili e sicuramente nella “prospettiva al femminile”  rispetto all’approccio alla sceneggiatura e alla ripresa.”Non c’è nulla di differente nell’essere diretti da una donna, ma ci sono ancora molte barriere. E’ raro anche lavorare con una coprotagonista e non essere sono “una dei ragazzi”. Avendo iniziato da bambina, ti vengono affidati ruoli leggeri, ma Rebecca mi ha provocato, sfidato ad acquisire una certa durezza” afferma la Portman e la stessa Lily-Rose Depp si è detta contenta di non aver ricevuto il classico ruolo stereotipato da civetta.

natalie-portman-planetariumIl ruolo del produttore cinematografico, interpretato da Emmanuel Salinger, infonde al film l’aspetto dell’innovazione tecnologica rispetto all’artigianato esistente prima nel cinema. Il suo personaggio si ritrova impressionato e attrato dalle capacità sensitive di Kate. “Una delle sue sfumature è la fragilità. Gestisce bene la sua azienda, ma i nervi gli saltano di fronte all’ignoto. Finisce per intrappolarsi in quello che non può padroneggiare, anche se lo mette in pericolo”.

Planetarium verrà distribuito da Officine Ubu a metà novembre e il produttore Frédéric Jouve è convinto che il film sia una riflessione globale sul cinema odierno. “Ci siamo serviti sia di mezzi digitali contemporanei che di materiali di quell’epoca per la riproduzione di fantasmi”. La Zlotowsky, cinefila e paladina del cinema come arte, si riferisce anche alla sterminatezza di materiale audio-video presente oggi in rete“Come cineasti abbiamo il dovere di superare la sommersione di dati e far brillare il cinema di luce propria”.