#Venezia73 – The Bleeder – Incontro con Liev Schreiber, Naomi Watts e Philippe Falardeau

Chuck Wepner e quei pochi passi che mancano per entrare nel mito. Tutta la sua vita è stata segnata da attimi fuggenti raramente catturati. Quell’istante in cui aveva mandato al tappeto Muhammad Ali nel 1975 quando aveva combattuto per il titolo dei pesi massimi. Il rapporto con Sylvester Stallone che si è ispirato a lui per la saga di Rocky. E, non secondario, anche tutta la sua vita privata.

Oggi pomeriggio Liev Schreiber – che stasera sarà premiato con il Persol Tribute to Visionary Talent Award – Naomi Watts e il regista Philippe Falardeau hanno presentato fuori concorso il biopic The Bleeder. L’attore, che è anche produttore del film, ci parla della sua genesi: “Questo progetto è partito da Naomi (i due attori sono anche compagni nella vita). Lei ha voluto che la raggiungessi in questo film perché sa quanto amo la boxe. Poi sono stato subito affascinato dal personaggio di Chuck. Ciò che mi ha colpito particolarmente è il modo in cui ha affrontato la ‘trappola del narcisismo”. Poi si sofferma anche sul rapporto con Sylvester Stallone: “È sempre stato un amico del film. Ci ha raccontato dettagliatamente la storia di Rocky e quella di Chuck”.

---------------------------------------------------------------------
APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

---------------------------------------------------------------------

liev schreiber the bleederIl cineasta canadese Philippe Falardeau spiega come è stato coinvolto nel progetto: “Il mio agente sa che a mo lo sport, quindi mi manda spesso dei copioni sull’argomento. Sono stato coinvolto dalla generosità e l’innocenza di Chuck; è come un bambino intrappolato nel corpo di un adulto”. Schreiber affronta poi i rischi di interpretare un personaggio ancora vivente: “Ci sono sempre dei pericoli quando si affrontano sfide di questo tipo. Spero che Chuck sia soddisfatto altrimenti per me potrebbe essere un problema visto che Chuck è un pugile”. Entra in campo anche Naomi Watts per parlare del suo personaggio: “Da una parte può sembrare simile ad altri personaggi che ho fatto. In realtà mi sono allontanata rispetto agli altri ruoli del passato. Ho recitato come se stessi camminando seguendo un cerchio. Essere parte di una coppia nella vita reale e poi rifarla sullo schermo potrebbe essere un elemento di distrazione. Per prepararmi, ho incontrato Linda. Abbiamo trascorso una bellissima serata e poii ho registrato tutto. Prima la voce, poi l’abbigliamento”.

Non è il classico film sul pugilato. E Schreiber lo ribadisce: “Non e il classico film sulla boxe ma una storia molto più sfumata. e quando ho conosciuto Philippe Falardeau, sono rimasto impressionato dal modo in cui è riuscito a parlare dei problemi pratici, budget compreso”. A Falardeau fanno notare che The Bleeder, rispetto a Monsieur Lazhar, potrebbe essere considerato come un ‘film su commissione’. Ma il regista ribatte immediatamente: “No, non lo è, è falso. Non passerei a lavorare un anno e mezzo della mia vita su un progetto che non mi interessa”.

--------------------------------------------------------------------
I NUOVI CORSI ONLINE LIVE DI CINEMA DI SENTIERI SELVAGGI

-----------------------------------------------------

the bleederLiev Schreiber e Naomi Watts svelano anche i motivi che li portano a scegliere certi ruoli. L’attore dice: “Scelgo un copione quando mi tocca. Qui sono stato affascinato dai temi della celebrità e del narcisismo. E di come quest’ultima possa essere dannosa. Chuck sbaglia in continuazione ma ha un’incredibile capacità di ammettere i suoi errori”. Per la protagonista “un copione o ti parla o non lo fa. All’inizio non sono chiari i motivi per cui ho deciso di accettare un determinato personaggio. Lo diventano dopo”.

Falardeau analizza infine dello stile che ha scelto: “Volevo dare al film un taglio realistico guardando a un certo cinema statunitense degli anni ’70 ma senza imitarlo troppo. Da lì mi sono ispirato per la qualità grezza dell’immagine, l’uso della macchina a mano per creare ritmo e avvicinarmi ai personaggi. Prima di girare The Bleeder non ho guardato però nessun film sulla boxe per non essere influenzato”.