#Venezia74 – Jim & Andy: the Great Beyond. Incontro con Jim Carrey

Jim & Andy: the Great Beyond – the story of Jim Carrey & Andy Kaufman with a very special, contractually obligated mention of Tony CliftonQuesto il titolo per intero del documentario di Chris Smith (fuori concorso a Venezia74) che nasce grazie a del materiale che Jim Carrey ha deciso di rendere pubblico. Si tratta delle riprese del backstage di Man on the Moon di Miloš Forman durante il quale l’attore americano si preparava per interpretare la parte dell’attore e comico statunitense Andy Kaufman. Per tutto il periodo delle riprese l’attore decise di non uscire mai dal personaggio e questo ci viene anche raccontato da Jim Carrey stesso all’interno del film. Alla prima domanda di un giornalista Carrey si sistema le cuffiette e accusa l’interprete di dargli dello st****o. Dopo le risate generali l’attore racconta l’esperienza di quegli anni: “Non abbandonavo mai il personaggio e in alcuni momenti ero abbastanza psicotico. Questo si vede nelle riprese. Ero Andy Kaufman. Era Andy a recitare sul set di Miloš. Il personaggio di Andy ha addirittura contribuito a prendere certe decisioni sul film commentando con delle note la sceneggiatura.” 
All’epoca di Man on the Moon Bob Szuma, scrittore e comico grande amico di Andy Kaufman, voleva girare subito un documentario con le riprese del backstage ma la Universal detentrice delle immagini si oppose proprio per via dell’atteggiamento estremo di Carrey: “Bob voleva addirittura inserirle nel film, ma la Universal aveva un personaggio da difendere (riferendosi a se stesso), una star da proteggere. Capisco il loro punto di vista anche se fino ad un certo punto. In ogni caso poi ce l’hanno fatto utilizzare.”

Sul set Jim Carrey fingeva anche di essere Tony Clifton, personaggio storico di Andy Kaufman, e quindi personaggio nel personaggio. “Quando fai tanti personaggi ti rendi conto alla fine che anche te sei un personaggio. Con questo film, vivendo di nuovo quell’esperienza mi sono reso conto di tante cose. Io credo che non ci sia un me e so di non avere un sé. Noi non siamo un ego, ma un insieme di idee che ci etichettano. In realtà non esistiamo, è come se fossimo un braccialetto con un insieme di ciondoli che sono le idee che ci etichettano.”

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Dopo 18 anni dalla fine del film di Forman, Jim Carrey ha deciso di prendere il suo materiale e affidarlo al regista britannico Chris Smith: “Mi sono subito innamorato del materiale che Jim ci ha concesso e dell’idea che ne veniva fuori. Abbiamo conversato molto liberamente con Jim e tutto è dipeso da ciò che lui ha voluto dare al film. È stata davvero una magia quella che si è creata durante le riprese“.
Chris è stato bravissimo” continua l’attore “non solo a fare una sorta di retrospettiva su Andy ma anche a mostrare l’effetto che questa ha avuto su di me e l’influenza che ha avuto sulla mia identità. Soprattutto è stato bravo a non vedermi solo come un personaggio o come uno che fa le smorfie…non mi ha mai visto solo come The Mask. Io amo tutti i miei personaggi e ognuno di loro significa qualcosa, non sono solo smorfie.” 

Poi Jim Carrey  dice la sua sulle commedie di oggi:”Trovo che ci siano commedie che fanno ridere e altre che non ci riescono. Non voglio partire subito con un’idea nostalgica. Le cose cambiano. Alla mia epoca io volevo distruggere Hollywood, non partecipare. Deve esserci sempre un aspetto sovversivo. L’onestà è sovversiva, perché se sei autentico è più difficile per gli altri riuscire ad indossare una maschera.

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Jim & Andy è contemporaneo ad un altro documentario su Jim Carrey I needed colors in cui l’attore mostra la sua passione per la pittura. “L’arte mi è accaduta e la tavolozza cambia a seconda che io faccia un film o che io dipinga. Già da piccolo disegnavo, pensate che una mia maestra delle elementari ha messo da parte dei miei disegni e me li ha spediti quando sono diventato famoso.” 
Tornando alla contemporaneità l’attore racconta di aver vissuto la morte di un altro grande comico come un grande dramma: “Jerry Lewis era un genio e ci ha dato tutto. Io sono sempre colpito da tutti i comici ma non solo da loro. Marlon Brando ad esempio era un grande comico. Questo perché i veri artisti hanno tutto dentro di loro“.

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