#Venezia74 – Mother! Incontro con Darren Aronofsky, Jennifer Lawrence e il cast

Ad un’attesa di dieci minuti, in qualsiasi circostanza si può resistere tranquillamente. Un ritardo di dieci minuti, aspettando l’arrivo del cast di Mother!Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer e il regista Darren Aronofsky – è un’altra cosa. L’ansia sale e l’ambiente è già caldo, dopo l’incontro precedente con Jim Carrey e il suo brillante intervento tra smorfie e discorsi new age, che ci ha lasciato tutti col cuore a mille e il sorriso in faccia.

La conferenza stampa di Mother! -in Concorso a Venezia 74 – non si prevede molto “amichevole”. Dopo la proiezione stampa – e aver visto la povera Jennifer Lawrence soffrire e urlare per due ore – il film ha ricevuto pochi applausi e una marea di fischi. Anche se questo fatto non desta interesse all’incontro, c’è un po’ di scetticismo nell’ambiente. Diciamo che il mondo di Aronofosky è stato invaso e lui dovrà farsi capire per non essere mangiato vivo.

Quasi come un atto di sopravvivenza, il regista prende la parola e incomincia a spiegarsi mothersubito, facendo un paragone tra Mother! e l’atto di partorire: “Questo film è venuto fuori proprio velocemente, come se avesse l’urgenza di nascere. Ê stata una cosa particolare, di solito mi prendo molto tempo per fare un film, con Il cigno nero ci ho messo dieci anni, con Mother!, cinque giorni. In meno di una settimana avevo una sceneggiatura pronta. Dopo ho parlato con Jennifer ed ecco, avevamo un film”. Poi lo sguardo si rivolge a Jennifer, sempre accanto al suo Darren, sorprendentemente serena e in silenzio. La domanda, appunto, riguarda il fatto che per la prima volta lei interpreta un personaggio più debole: “È vero, questo personaggio è molto diverso da ciò che avevo fatto prima, Darren mi ha aiutato a trovare un lato differente di me stessa. Non so se quello che sto dicendo abbia un senso … i microfoni mi spaventano… meglio se lo spengo, come si fa?!” Eccola, benvenuta Jennifer.

Fino a questo punto, l’incontro si svolge abbastanza in pace, più simile alla tranquillità dell’inizio del film che all’apocalisse che si scatena dopo. Le domande riguardo al senso di Mother! non si fanno aspettare; Aronofsky risponde così: “Tutti sanno che qualcosa che capita a Beijing può avere un effetto a New York, che esistono posti bellissimi al mondo è anche che c’è la situazione ad Aleppo, e tutte queste cose belle e brutte sono state fatte dagli umani. Volevo proprio prendere quest’idea, il mondo è la nostra casa e stiamo per distruggerla, quando buttiamo un pezzo di carta per terra non abbiamo idea del danno che possiamo fare”. Poi, definisce se stesso come un ottimista: “Secondo me, la razza umana non è persa, non è così cattiva. Io sono assolutamente ottimista e faccio questo lavoro per provare a raccontare queste storie e forse cambiare un po’ le cose. Almeno, aiutare a scoprire chi è il nemico”.
Mentre Aronofsky continua a parlare dell’umano e il divino, Michelle Pfeiffer sembra un po’ assente, persa nei suoi pensieri. Finche qualcuno le fa una domanda sul suo personaggio: “Ho letto in una recensione che il mio personaggio sembra un gargoyle … all’inizio ero un po’ offesa, ma poi mi è piaciuta la metafora: lei guarda tutto ciò che accade, in un certo senso è come l’angelo custode di Jennifer, è più vecchia e saggia e vuole aiutarla!”, risponde con un sorriso malefico.

Javier Bardem continua a sorridere e guardarsi intorno, rilassato. La domanda sul suo personaggio arriva nel momento giusto: “Io sono molto narcisista! Perciò Darren mi ha invitato a partecipare. Mi è molto piaciuta l’idea di interpretare un artista, poter essere creativo e dare vita a questo personaggio che tra l’altro è molto complesso”.

La fine dell’incontro si avvicina e sembra che gli invasori siano finalmente entrati nella zona di confort di Aronofsky. Parlando delle critiche e dei “fischi in sala”, il regista si difende: “Il film è tosto, non può piacere a tutti, è un cocktail potente. Non tutti ce la fanno con questo tipo d’esperienza, devi essere veramente pronto per Mother!”. Qualcuno fa il paragone tra cannibalismo ed essere famoso e mangiato dai fans. Javier Bardem risponde in spagnolo: “Ancora non mi hanno mangiato, quindi va bene!” Subito, Aronofsky aggiunge: “Non sapevo che parlassi così bene lo spagnolo!”. L’incontro ha il suo lieto fine: tutti vanno a casa col sorriso, nessuno mangia nessuno. Questa volta, gli invasori lo hanno lasciato in vita.