#Venezia74 – The Shape of Water: L’elemento di Guillermo del Toro

L’incrocio tra fantascienza, mitologia e la realtà più brutale è una dinamica alla quale Guillermo del Toro è molto affezionato. Dai tempi di Cronos fino a Hellboy, Hellboy II e Crimson Peak, il regista ha costruito un universo già riconoscibile di atmosfere lugubri e creature inquietanti, al limite dell’antropomorfo ma di solito profondamente umane. Quei “mostri” che del Toro dichiara di amare senza condizioni. 

Il suo ultimo lavoro Shape of the Water – parte del Concorso alla 74 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – non si allontana da quel flusso ma si muove in un altro elemento: l’acqua. Questa volta, il messicano riprende l’alchimia tra dimensione fantastica e storica/politica – come fecce con Il Labirinto del Fauno e La Spina del Diavolo – e ci porta una fantasia con spunti di thriller e romance che ci rimanda al tipo di rapporto già proposto da Lynch con The Elephant Man.gif critica 2

Del Toro arriva alla Mostra di Venezia per la prima volta, portando con sé Sally Hawkins (Happy go Lucky) e Doug Jones (Hellboy) nei ruoli dei protagonisti, accanto a Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins e Michael Stuhlbarg. Ambientato negli Stati Unti, nei tempi della Guerra Fredda, Il film racconta della storia di Elisa, una solitaria donna sordomuta che lavora facendo pulizie in un laboratorio governativo di massima sicurezza. Dopo aver scoperto per caso un esperimento segreto classificato, Elisa stabilisce un rapporto con una strana creatura che abita nell’acqua e che il governo sta tenendo prigioniera e su cui intende fare esperimenti.

Con la fotografia di Dan Laustsen e la musica di Alexandre Desplat, il trailer ufficiale ci anticipa una proposta onirica, in crescendo e ritmica, come un ballo sott’acqua; ecco l’invito a fare un’immersione.

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