#Venezia75 – Capri-Revolution. Incontro con Mario Martone e il cast

Mi sono imbattuto in questa storia guardando i quadri di Karl Wilhelm Diefenbach alla Certosa di San Giacomo. Non sapevo ci fossero comuni precedenti a quelle fondate negli anni 60 e 70“. Capri-Revolution, in concorso a Venezia75, é ispirato alla storia della comune del pittore tedesco, creata a Napoli verso intorno ai primi del 900. Il  regista Mario Martone racconta di aver cambiato diversi elementi fra cui l’identità del fondatore e lo spirito delle opere che qui si avvicinano di più allo spirito di certe performance degli anni 80. La storia del film vede come protagonista la contadina Lucia che nelle sue lunghe passeggiate al pascolo con le capre scopre dall’altra parte di una montagna la comune del giovane Seybu. “Ho deciso di cambiare alcuni elementi perché mi interessava parlare dell’arte come fatto politico, al di là della questione estetica. Per questo la danza, le performances, perché esplicitano molto di più il concetto di arte come relazione, come motore che crea rapporti fra le persone. Il lavoro con la coreografa Raffaella Giordano da questo punto di vista è stato molto importante”

Dopo L’amore molesto Martone torna ad una protagonista femminile, Lucia, interpretata da Marianna Fontana. “Lucia è il personaggio che porta su di sé l’umano, la relazione. Si ribella alla famiglia ma coltiva comunque il sentimento dell’amore, non da spazio all’odio. Questo è tipico della profondità femminile di cui oggi più che mai si sente il bisogno visto che gli schemi maschili sembrano aver esaurito le soluzioni.

“Il mio film” continua il regista “ragiona moltissimo sulle relazioni, sul rapporto collettività e individualità. In questo Noi Credevamo e Il Giovane Favoloso sono legati e fanno parte di un processo che ha portato a quest’opera. Da Noi Credevamo ho sentito il bisogno di passare a Leopardi e a Il Giovane Favoloso che finisce con La Ginestra, meraviglioso componimento sul progresso in natura, che è il tema di Capri-Revolution. C’è sicuramente più di un filo che lega questi film nei quali i protagonisti sono sempre ribelli e giovani. La rivoluzione è un fiore e Leopardi ci insegna ad assecondare sempre questa spinta vitale. Tutto nasce dal desiderio che ho di raccontare un’Italia dove si sente la spinta per cambiare. Ci sono diversi modi di stare al mondo in Capri-Revolution: c’è la contadina, il medico ideologico, la comune. Il mondo è l’isola perché su di un’isola così come nel mondo è folle pensare di alzare muri e di evitare di confrontarsi. Il confronto è inevitabile e fondamentale. Questo va sottolineato in un periodo in cui odio e paura sono  dei collanti. Lucia non sa niente ma è curiosa, scopre il mondo non le bastano le impostazioni maschili ideologiche. Il suo è un processo di maturazione e poi di indipendenza.

Mi sono preparata con Mario e con la cosceneggiatrice Ippolita Di Majo per costruire Lucia” racconta la giovane Marianna Fontana. “Sono anche andata a pascolare capre, ne ho munte più di 100. Ho fatto molti seminari, letto libri sulle comuni. Ma soprattutto ho assecondato il processo di liberazione di Lucia che si libera dell’oppressione sia sul corpo (con le scene di nudo per esempio) che nell’anima, succhiando le idee e le energie della comune. Tramite il suo personaggio ho capito ancora di più quanto è fondamentale aprirsi al mondo. Perchè Lucia è sinuosa e aperta“.
La progressiva apertura di Lucia e la sua indipendenza viaggiano di pari passo con le belle danze e  musiche della comune composte live e in acustico sul set. Per la colonna sonora Martone ha scelto il musicista tedesco Apparat, pseudonimo di Sascha Ring che insieme a Philip Timm recita nel film interpretando un ragazzo della comune.
Il nostro è stato un lavoro di unione totaleconclude Martoneun percorso bellissimo che ha provato a seguire un po’ le modalità che vediamo nella comune del film