#Venezia75 – Capri-Revolution: Mario Martone in Concorso

Le aspettative per #Venezia75 sono alte e questo è fatto risaputo a partire dallo svelamento del programma ufficiale della Mostra avvenuto lo scorso 25 luglio a Roma. Tra quei nomi che rappresentano una fetta enorme e straordinariamente ibrida del cinema più interessante di questo tempo, spicca anche una stella tutta italiana – napoletana di nascita e d’orizzonti – che ha saputo incorniciare come pochi pezzi di pura poesia visiva, di Storia (e storie) d’umanità vissuta, di scrittura cinematografica al vertice del suo potenziale. Cinema di pura potenza, quello di Martone. O meglio, arte tutta – dal teatro o videoteatro degli esordi agli allestimenti d’opera lirica, fino all’incontro sempre intimo con la letteratura – che Martone ha condotto a una materialità raffinata e d’impegno – prima di tutto di pensiero – , che lo rende uno dei nostri fuoriclasse più ragguardevoli e degni d’onore.

Martone, insomma. A Venezia 75. Con un’ultima opera dal titolo evocativo – Capri-Revolution – , che sembra trascinare spontaneamente con sé le altre due – incredibilmente forti – pellicole che il cineasta ci aveva consegnato negli scorsi anni, entrambe presentate al Lido nel riscontro positivo della critica. Dal Risorgimento dell’appassionato Noi credevamo (2010) alla vita nuda vista attraverso gli occhi, i desideri e l’intensità del genio di Leopardi/Germano ne Il giovane favoloso (2014), Martone adesso volge lo sguardo su Capri a inizio Novecento, alle porte della Prima guerra mondiale: «In effetti, si tratta della conclusione di una trilogia. L’idea centrale rimane la ribellione, che è il cuore, la fonte di energia della modernità. I due precedenti (film) erano frutto di una documentazione rigorosa… Qui abbiamo inventato… abbiamo creato un fantasma che ci permettesse di percorrere liberamente il Novecento, nelle sue aspirazioni più affascinanti e pericolose: cambiare l’arte, cambiare la vita».

Regia Mario Martone. Foto di scena Mario Spada

Il film – che, al di là del Concorso al Lido, vedremo nelle sale dal prossimo 13 dicembre, con 01 Distribution – affronterà la vicenda di una comune di giovani nordeuropei, la quale si stabilisce a inizio Novecento sull’isola di Capri, luogo considerato ideale per la ricerca artistica e, prima ancora, di pace e vita per il suddetto gruppo. Ma l’isola manifesta una sua forte identità, incarnata nel film in una ragazza del luogo, una capraia di nome Lucia, interpretata dalla giovane attrice Marianna Fontana, una delle gemelle protagoniste de Indivisibili (2016) di Edoardo De Angelis. Il film narra in seguito l’incontro tra Lucia, la comune guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto). Ma soprattutto, narra di un’isola unica al mondo che, all’inizio del Novecento, ha attratto chiunque sentisse la spinta dell’utopia e coltivasse ideali di libertà.

Foto di scena Mario Spada

La storia – sceneggiata ancora una volta da Martone insieme alla moglie, Ippolita Di Majo – prende spunto dalla vita di Karl Wilhelm Diefenbach, artista, pacifista e nudista tedesco che, in veste di pittore, si distinse come esponente indipendente del movimento Art Nouveau e del Simbolismo. Martone ha scoperto i quadri dell’artista accidentalmente, opere rimaste per la maggior parte nell’isola dove Diefenbach ha trovato la morte nel 1913, collocate tutte presso la Certosa di San Giacomo, ove è stato costruito un museo a lui dedicato.

Nell’attesa di scoprire l’ultimo lavoro martoniano a Venezia, proponiamo una clip del film Capri-Revolution.

 

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