#Venezia75 – Continuer. Joachim Lafosse e le storie di famiglia

Il belga Joachim Lafosse torna al Lido con un film incentrato sul rapporto madre/figlio e su un viaggio di scoperta del sé, tratto dall’omonimo romanzo di Laurent Mauvignier. Giornate degli Autori.

La passione del regista belga Joachim Lafosse è sempre stata quella di affrontare complessi affaires familiales: è ancora vivo il ricordo della sua ultima pellicola, L’économie du couple (2016), nella quale si rifletteva sul dopo dell’amore e sulle macerie seguite al tramonto della relazione di coppia; o, qualche anno prima, presentato sempre al Festival di Cannes, À perdre la raison (2012), film ispirato a una drammatica vicenda di infanticidio realmente accaduta; ed anche i precedenti Élève libre (2008) e Nue propriété (2006) avevano posto l’attenzione su irreparabili dinamiche di crisi familiari e spazi domestici trattati come sinonimi di claustrofobia emotiva.

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Lafosse torna alla Mostra del Cinema di Venezia – per le Giornate degli Autori – presentando Continuer (Keep Going) – dall’omonimo romanzo di Laurent Mauvignier (2016) – , un ennesimo lavoro incentrato sui rapporti di sangue, nella fattispecie sulla coppia madre/figlio. La vicenda vede come protagonista una madre divorziata e inquieta, Sybille (Virginie Efira), la quale decide di allontanare il figlio adolescente, Samuel (Kacey Mottet Klein), da una vita violenta e priva di significato. I due partiranno insieme per un lungo viaggio in Kirghizistan, a cavallo, dove si troveranno ad affrontare un ambiente affascinante e al tempo stesso ostile. L’avventura in Asia centrale sarà occasione per madre e figlio di confrontarsi in un reciproco faccia a faccia.

Così si è espresso il cineasta su questo suo primo lavoro di adattamento da un’opera letteraria: «Quando ho finito il romanzo di Laurent Mauvignier, non facevo altro che domandarmi se il viaggio descritto nel libro non fosse uno di quelli che avrei dovuto fare con mia madre… In quel momento non avevo voglia di adattare il libro, forse perché era troppo intimo. Avrei avuto il coraggio di andare là? Dopo un po’ di tempo, mentre discutevo del libro, mi sono ritrovato con tutte le mie forze a prendere le parti di Samuel, il figlio. Dicevo che la sua violenza lo faceva soffrire e che non si trattava solo di aggressività. Il giorno dopo, ho iniziato l’adattamento del romanzo. In seguito, Laurent Mauvignier mi ha fatto conoscere Virginie Efira che era attirata da questa storia, tanto quanto me. I nostri desideri convergevano. La sceneggiatura ha preso forma. Io e i miei produttori ci siamo resi conto che condividevamo tutti la ferma convinzione che questo viaggio non dovesse essere solo il mio ma di tutti…».
Riguardo al tema centrale del film, il rapporto tra madre e figlio, Lafosse ha aggiunto: «E come ha scritto magnificamente J.-B. Pontalis: “C’è un mistero tra i figli e la loro madre. Un ragazzo fatica a unire la figura materna a quella della donna. Cerchiamo di dare spiegazioni, parliamo del corpo, del desiderio e della gelosia del padre, ma è solo un modo di fare ordine nella nostra ignoranza. Senza risposta resta un’altra domanda: quali sono i sogni di nostra madre?”. Continuer è il mio modo, attraverso il cinema, di condividere questo mistero con voi».

Aspettando di vedere il film a #Venezia75, proponiamo un breve estratto da un’intervista al regista che ribadisce l’importanza dell’avventura intrapresa dai protagonisti, da intendere come viaggio di scoperta del sé valido per ciascuno.

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