#Venezia76 – 5 è il numero perfetto, di Igort

Peppino Lo Cicero è un guappo della vecchia scuola. C’è il boss che da gli ordini, ci sono i soldati che li eseguono. Tutto per il bene della Famiglia, che rimane la cosa più importante di tutte. Sempre. La sua intera carriera criminale s’è appoggiata comodamente su questi assiomi, senza mai un dubbio o un tentennamento. L’onore della guapperia lo costringeva a rimanere, calmo, al suo posto. Come l’impiegato che, pur amando il proprio mestiere, si adegua a un’esistenza limitata al percorso Casa-Lavoro, così Peppino ha asservito il suo innegabile talento di killer micidiale alle ambizioni di qualcun’altro, accontentandosi di “una vita tranquilla”. Il suo equilibrio, difeso e rivendicato per anni, anche dalla comodità della pensione, però, crolla all’improvviso quando il suo ragazzo, erede in tutto, è ucciso in una maledetta notte piovosa. La morte del suo unico figlio lo mette di fronte a quello che è ormai diventata la criminalità che lo circonda. Un universo fatto di tradimenti, disonorevoli sotterfugi e infamità. Tornato sulle strade di una Napoli oscura, con le sue fedeli pistole dal calcio bianco, il vecchio sicario dovrà vendicarsi contro il suo vecchio, irriconoscibile, mondo.

Non esiste plot più noir per l’esordio di Igort. Nel suo viaggio verso il grande schermo, l’autore decide di adattare una sua omonima, fortunata, graphic novel. 5 è il numero perfetto rimane fedele alla sua natura grafica e ostenta una caratterizzazione visiva e narrativa caricata, audace, disturbante. Come il cinema tratto dall’opera di Frank Miller (e soprattutto come il suo unico esperimento da regista, il dimenticato The Spirit) il film di Igort è un prodotto che non scende a compromessi. Sin dal naso di Servillo, quasi uscito da una striscia di Dick Tracy, il regista mette in chiaro che, pur cambiando medium, la sua necessità di raccontare, per immagini e parole, rimane la stessa, invariata e immutabile. Di fronte a tale cieca coerenza, lo spettatore non può che rimanere ammirato di fronte ad una Napoli nera di china, alle sparatorie coreografate come i disegni, ai monologhi didascalici quasi usciti da baloon. Tutti tasselli che compongono le avventure di Peppino Lo Cicero.

Servillo e il suo sodale Buccirosso si trovano a loro agio in questo racconto esasperato, in un ballo narrativo che li diverte, così impegnati a seguire una melodia che va dalla sceneggiata napoletana all’hard boiled di Hong Kong. 5 è il numero perfetto è un film che vive proprio nel suo essere esagerato. Il suo desiderio di rimanere fedele alla sua ascendenza grafica lo rende coerente, inedito ed estremo ai limiti del fastidio. Pur sviluppando una trama, sulla carta, di puro intrattenimento, il lavoro di Igort si colloca in una dimensione più elitaria che, in un Cinema orientato alla fruizione superficiale, rivendica nel genere e nella complessità la sua straordinarietà. Un colpo d’azzardo ammirevole e, allo stesso tempo, folle.

Regia: Igort
Interpreti: Toni Servillo, Valeria Golino, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Giovanni Ludeno, Vincenzo Nemolato, Lorenzo Lancellotti, Angelo Curti, Mimmo Borrelli, Nello Mascia, Rocco Giordano, Emanuele Valenti, Gigio Morra, Manuela Lamanna, Marcello Romolo, Igort
Distribuzione: 01
Durata: 100′
Origine: Italia, 2019