#Venezia76 – Luca Marinelli volto del nuovo Martin Eden di Pietro Marcello

Giovane di belle speranze, moro, occhi di un azzurro intenso, giacca di seconda mano, Borsalino, sigaretta in bocca, penna tra le dita: è questo l’identikit del “nuovo” Martin Eden, il protagonista dell’ultima trasposizione cinematografica del romanzo di Jack London. Il regista Pietro Marcello (Nastro d’argento e David di Donatello 2010 come miglior documentario a La bocca del lupo, poi regista del fortunato Bella e Perduta) ha scelto Luca Marinelli per dar volto al marinaio proletario, sognatore e aspirante scrittore, in una Napoli di inizio Novecento.

Liberamente tratta dall’omonima opera dell’autore statunitense (Il richiamo della foresta, Zanna Bianca), la pellicola verrà presentata in anteprima alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, gareggiando nella selezione ufficiale per il Leone d’oro. 

Memore delle precedenti versioni cinematografiche di Bosworth (1914) e di Salkow (1942), oltre alla miniserie tv di Giacomo Battiato (1979), Pietro Marcello decide di ricollocare la vicenda di Martin Eden in un contesto politico, sociale e culturale differente, modificando l’ambientazione originale (Napoli invece della California) e i nomi di alcuni personaggi (tra cui quello di Elena Orsini al posto di Ruth Morse, la ragazza borghese di cui il protagonista s’invaghisce). 

Il regista casertano, come sua consuetudine, sembra voler restituire dignità a figure minori, complesse, popolane, emarginate, permeando le proprie opere di una forte volontà documentaristica con spiccate note veriste di matrice verghiana (ad esempio, il grande realismo con cui tratteggia la storia del carcerato Vincenzo Motta, detto Enzo ne La bocca del lupo 2009). Anche nel caso di Martin Eden risalta il carattere determinato, idealista, appassionato del protagonista, reminiscenza dell’originale londoniano.


L’ispirazione creativa che lo anima e la naturale inclinazione del ribelle anticonformista ricordano, già dalle prime immagini del trailer ufficiale, quel giovane cantautore genovese, “principe libero”, che Marinelli incarnava nel film tv di Luca Facchini (Fabrizio De André – Principe libero, 2018). Le aspettative sono dunque quelle di un’altra promettente interpretazione del poliedrico interprete, vincitore ad appena trent’anni di un David di Donatello, un Nastro d’argento e un Ciak d’oro nel 2016 per Lo chiamavano Jeeg Robot (Mainetti, 2015), e volto di titoli importanti come La solitudine dei numeri primi (Costanzo, 2010), Tutti i santi giorni (Virzì, 2012), Non essere cattivo (Caligari, 2015)Una questione privata (Taviani, 2017), Ricordi? (Mieli, 2018).

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