#Venezia76 – Marriage Story. Incontro con Baumbach, Johansson, Driver e Dern

Uno tra i film più attesi della seconda giornata di #Venezia76 è stato senza alcun dubbio Marriage Story, ultimo lavoro del cineasta statunitense Noah Baumbach, interpretato dalle star Scarlett Johansson e Adam Driver, affiancati dagli attori Laura Dern, Alan Alda, Ray LiottaJulie Hagerty. La storia raccontata da Baumbach – in una sorta di linea di frontiera tra New York e Los Angeles – è quella del travagliato divorzio tra Nicole e Charlie, un tempo coppia affiatata, ora logorata dal tempo e dagli egoismi reciproci. Il film – targato Netflix – è stato presentato alla stampa dal regista insieme agli attori principali Johansson, Driver e Dern.

Le prime domande dell’incontro sono state tutte per la coppia protagonista, che ha discusso dei momenti più intensi del film, su tutti la scena-madre della lite in appartamento. Scarlett Johansson ha parlato innanzitutto del suo rapporto con il personaggio di Nicole, anch’essa attrice di professione: «Credo che Nicole sia una donna combattuta, che voglia essere riconosciuta e penso sia questo in fondo che li porta alla separazione. Capisco molto bene alcuni episodi della sua carriera». Segue il commento di Adam Driver, in riferimento al lavoro fatto sulla sceneggiatura: «Eravamo in situazioni molto diverse, lavoravamo sulla sceneggiatura separatamente. Credo si trattasse di teatro ma anche di teatralità, come per il divorzio stesso. Tutta la sceneggiatura era scritta molto bene, ma anche in modo conciso… Quando si gira le cose possono cambiare, ma questo tema del teatro rimane molto presente nel film e nella sceneggiatura». La parola passa poi al regista Baumbach che, in poche incisive parole, ha espresso il cuore della sua storia (e del divorzio): «Quando una cosa non funziona più, è quello il momento in cui iniziamo a vederla davvero… Siamo lasciati fuori dalla porta e iniziamo a vedere la casa proprio da lì fuori!».

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Il lavoro affrontato dal regista – con una coppia di atleti magnifici – è stato molto complesso, soprattutto emotivamente: «All’inizio avevo scritto i dialoghi per me… Il film inizia mentre loro sono già nella fase della separazione, ma non sanno ancora che potranno separarsi di più. Ho cercato di inserire me stesso nello “spazio libero” tra loro; poi, ho trovato anche una certa musicalità. L’amore tra loro, però, è sempre presente: sono proprio queste le fondamenta su cui si regge il film».

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L’aspetto più interessante dell’incontro è stato scoprire quanto forte sia il legame tra gli attori e il regista, e quanto questo abbia potuto incidere positivamente sull’esito del lavoro. Adam Driver ha parlato di una sorta di continua conversazione con Baumbach, e il regista ha confermato di avere avuto letteralmente bisogno dei suoi due attori, e di aver intrapreso certe vie e non altre pensando alle loro qualità individuali. Si unisce alla conversazione l’attrice Laura Dern, protagonista di uno dei dialoghi più significativi del film – sul ruolo delle donne nella società odierna – , avvocato manipolatore ma anche fondamentale nell’impersonare un altro punto di vista sul divorzio.
Chiude l’incontro il regista, con il ricordo dei suoi amori cinematografici di gioventù, in particolare il cinema europeo, Ingmar Bergman e il suo capolavoro Persona: «Se il film è così è per i film che amo e con i quali sono cresciuto… Volevo tanti primi piani – è lì che sta il cuore del film – e in Persona ci sono i migliori. Anche il rapporto dei corpi con l’ambiente era importante. Questo è nel mio sangue, sono cose che fanno parte di me e vengono fuori nei film anche in modo inconsapevole».