#Venezia76 – Mio fratello rincorre i dinosauri, di Stefano Cipani

Nel parcheggio deserto di un discount di paese, i Mazzariol sono soliti comunicare ai figli le notizie più importanti che riguardano la loro famiglia. Ma la più significativa di tutte è – decisamente – quella che annuncia l’arrivo del quarto bambino in casa, che scatena la contentezza smisurata del fratellino minore Jack. Ma quando il piccolo Giovanni – detto Gio – viene al mondo, la felicità dei neo-genitori Davide (Alessandro Gassmann) e Katia (Isabella Ragonese) viene minata dall’inattesa notizia della sindrome di Down del bambino, con la quale dovranno fare i conti senza esserne minimamente preparati.

Come poter raccontare una tale, gravosa, storia di famiglia e malattia senza cedere alla pressione ampollosa – e spesso buonista – dei racconti più convenzionali sul tema? Il giovane regista Simone Cipani sa come seguire – ma poi anche oltrepassare – il modello hollywoodiano ben “incartato” alla Wonder, scegliendo una strada tutta personale di semplicità e innocenza, qualità che derivano entrambe dallo sguardo dei ragazzi protagonisti della vicenda. Dopo l’arrivo di Gio, infatti, quello che vediamo sullo schermo è il punto di vista del piccolo Jack, innamoratissimo di questo fratello speciale con un cromosoma in più. Un fratello con i super poteri, un “super Down” diverso da tutti gli altri per le sue particolarità inconsuete («È di un altro pianeta, vero?»). Parallelamente anche noi impariamo a vedere in Gio un bambino “magico”, bello pur con tutti i suoi difetti fisici, vivace e sempre gioioso come l’ambiente – di gialli e ocra intensi – che è stato (ri)creato intorno a lui.

L’omonimo romanzo autobiografico del giovane Giacomo Mazzariol – coautore della sceneggiatura – diventa sullo schermo racconto che emana candore, lo stesso che solo l’innocenza dell’infanzia può rivelare. E quando il reale, il mondo esterno ostile, fa la sua comparsa prepotente nella vita di Jack, ora divenuto adolescente (Francesco Gheghi), le illusioni infantili si rompono e la magia lascia il posto a paure e fragilità esistenziali che da bambini non si conoscevano ancora.


La commedia dai toni leggeri e dai dialoghi divertenti dell’incipit, dunque, si flette sempre di più: attraversando intanto le consuete tappe da coming of age (il liceo, i primi amori disillusi, le frustrazioni da matricola, il primo fumo), in un’atmosfera che rievoca volti da Stranger Things che incontrano all’angolo Greta Thunberg e i nuovi compagni ambientalisti. Per arrivare all’ombrosità della seconda parte, mai innaturale, sempre opportunatamente adattata ai modi social divoratori dei nostri tempi (l’ossessione per la viralità dei video caricati online).
Cipani – grazie a un brillante cast nel quale spicca l’almodovariana Rossy de Palma – dosa le forze emotive del suo (primo) lungometraggio, regalando una storia di amore e “cura” di grande autenticità, nella quale trovare tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Il sorriso, la condivisione, l’affetto vero. La commedia che intreccia la vita.

 

Regia: Stefano Cipani
Interpreti: Alessandro Gassman, Isabella Ragonese, Rossy De Palma, Francesco Ghegi, Lorenzo Sisto
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 101′
Origine: Italia 2019

 

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