#Venezia76 – The Laundromat: lo scandalo dei Panama Papers secondo Soderbergh

Steven Soderbergh sbarca per la prima volta in concorso a Venezia con The Laundromat, nuovo avvincente dramma poliziesco sulle vicende del così detto “scandalo dei Panama Papers”.


Tale appellativo fa riferimento a fascicoli riservati sull’attività di società offshore operanti a livello mondiale: in seguito a una lunga inchiesta, nel 2016 sono trapelati oltre undici milioni di files confidenziali conservati dallo studio legale panamense Mossack Fonseca dagli anni ’70 a oggi, documenti criptati che testimoniano l’attività illegale di figure politiche influenti implicate in traffici illeciti, tangenti, operazioni di evasione fiscale, corruzione.

Risulta particolarmente evidente l’interesse di Soderbergh per questo genere di soggetti, talvolta ispirati a eventi realmente accaduti: rapine, intrighi, inchieste, misteri da svelare, indagini, inseguimenti. Elementi che egli ha sempre amato inserire nei suoi film, basti pensare a pellicole quali Out of sight (1998), L’inglese (1999), Erin Brockovich (2000), Traffic (2000), la trilogia degli Ocean’s, Intrigo a Berlino (2006), The Informant! (2009), Knockout (2011), Effetti collaterali (2013), La truffa dei Logan (2017). Rimane qui in secondo piano l’altra sua passione, quella per il thriller-fantascientifico-distopico (Solaris, Contagion, Unsane).

Stavolta, per mettere in scena l’indagine su una delle più grandi frodi assicurative della storia, il regista premio Oscar (per Traffic nel 2001) si è avvalso di una schiera di collaboratori abituali: primo tra tutti lo sceneggiatore Scott Z. Burns (The Informant!, Contagion, Effetti collaterali), che ha preso spunto dal libro d’inchiesta Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite di Jake Bernstein, giornalista americano vincitore del premio Pulitzer.

Soderbergh ha scelto inoltre alcuni professionisti “di fiducia” per ciascuno dei vari settori, dai suoi abituali alter-ego, il direttore della fotografia Peter Andrews alla montatrice Mary Ann Bernard (pseudonimi con cui firma fotografia e montaggio dei suoi film), dallo scenografo Howard Cummings (Contagion, Knockout, Magic Mike, Effetti collaterali, Dietro i candelabri, The Knick, La truffa dei Logan) alla costumista Ellen Mirojnick (Dietro i candelabri, The Knick, La truffa dei Logan), sino al musicista David Holmes (Out of Sight, la trilogia degli Ocean’s, La truffa dei Logan).

Tra i membri del cast stellare troviamo Jeffrey Wright (Hold the Dark, Westworld), Matthias Schoenaerts (Un sapore di ruggine e ossa, Suite francese, A Bigger Splash, Le fidèle), James Cromwell (Invito a cena con delitto, Babe – maialino coraggioso, Il miglio verde, The Artist, American Horror Story, The Young Pope) e Sharon Stone (Basic Instinct, Casinò).

Ma i più attesi al Lido, per la proiezione di domenica 1 settembre, sono i protagonisti Meryl Streep, Gary Oldman e Antonio Banderas.

Nonostante non siano ancora stati rivelati ulteriori dettagli riguardo al film e manchino sia il trailer ufficiale che le prime foto dal set, possiamo immaginarci un profilo che lo collochi sulla scia di opere con tematica simile (tutte incentrate su vicende reali e riadattate da libri preesistenti), quali Prova a prendermi (Spielberg, 2002), American Hustle (David O. Russell, 2013), The Wolf of Wall Street (Scorsese, 2013), La grande scommessa (Adam McKay, 2015).

Non ci resta che aspettare pazientemente ancora qualche giorno per goderci la visione della pellicola, co-prodotta e distribuita da Netflix (al pari di Marriage Story di Noah Baumbach, anch’esso in corsa per il Leone d’oro di quest’anno).

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