#Venezia77 – Doppio Guadagnino tra Ferragamo e lo smartphone

Luca Guadagnino ritorna a Venezia con un doppio appuntamento nella sezione Fuori Concorso.

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Dopo aver partecipato due anni fa alla 75a edizione del festival con Suspiria, torna al lido con Salvatore – Shoemaker of Dreams e Fiori, Fiori, Fiori!.

La storia di uno dei più grandi artigiani della moda del XX secolo, Ferragamo, diventa protagonista del nuovo documentario del regista di Call Me By Your Name; intento ad esplorare, tramite la storia del genio della moda proveniente dall’Irpinia, il processo di creazione artistica che parte dalla tradizione, dalla materia prima grezza per poi prendere forma è diventare oggetto d’arte.

“Cosa è il genio? Come nasce un sistema, che sia il cinema o la moda? E l’ossessione furiosa di una ricerca costante di idee e creazione come si sposa con la tradizione e i valori della famiglia? Salvatore Ferragamo (1898-1960), protagonista e testimone del XX secolo è la risposta a queste domande”.

Luca Guadagnino

La moda e il cinema.
Un documentario per allargare gli orizzonti, e far comprendere che ogni processo di creazione sia comunque di stampo artistico: così Guadagnino può cercare di uniformare moda e cinema.
Tutto ciò che si crea viene alla luce da una modalità artigiana del pensare all’oggetto grezzo, che sia un pezzo di stoffa, un pezzo di cuoio o un’inquadratura spoglia.
Il cinema di Guadagnino è sempre partito dalla tradizione e dalla propria cultura di base, mai rinnegata nonostante lo stampo internazionale dei suoi prodotti, e fondata sulla critica e la cinefilia più estrema che ritorna sempre nella sua filmografia come materia grezza preesistente da plasmare e modellare intorno alla propria visione delle cose.

Un processo che parte dallo spoglio del genere per pian piano prendere velocità e spinta, come una danza, e diventare haute couture.

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C’è già stato un avvicinamento alla moda da parte del regista italiano, quel The Staggering Girl, mediometraggio con protagonista Julianne Moore ispirato alla collezione di Valentino, che metteva sotto gli occhi di tutti la capacità di Guadagnino di saper spaziare e attraversare trasversalmente l’arte; portandosi comunque dietro, ben visibili, i tratti distintivi del suo cinema.
Percorsi, quelli di Ferragamo e Guadagnino, speculari tra di loro.
Entrambi partiti dal basso, dal Sud, hanno cercato fin da subito l’America, sono tornati in Italia e hanno fallito per cause di forza maggiore e poi pian piano sono esplosi in nuovi percorsi.

È come se nessun altro all’infuori di Guadagnino potesse raccontare Ferragamo, è come se raccontando un modo d’intendere l’arte se ne racconti la sua totalità, la sua essenza.

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Con la voce narrante di Michael Stuhlbarg e le testimonianze di membri della famiglia; costumisti; studiosi; critici e anche Martin Scorsese; Salvatore – Shoemaker of Dreams è un documentario sulla vita, i successi e le sconfitte di Salvatore Ferragamo, a cui farà compagnia Fiori, Fiori, Fiori!.

Un cortometraggio di dodici minuti girato dal regista di A bigger splash durante un’evasione compiuta in periodo lockdown che ci inoltra in un viaggio dalla Lombardia alla Sicilia, documentato tramite smartphone, alla ricerca degli amici d’infanzia del regista palermitano e di tutti quei segni, volti e racconti di una quarantena che ha tenuto unito il mondo intero.

Guadagnino continua così a settare i parametri di una rinascita artistica che attraversa i linguaggi dagli spot ispirati a Valentino, ai documentari fino ad arrivare alla serialità televisiva (la sua We Are Who We Are uscirà il prossimo 9 ottobre su Sky).

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