#Venezia79 – Siccità di Paolo Virzì: non abbiamo più acqua!

Fuori Concorso l’8 settembre a #Venezia79 il nuovo lungometraggio di Paolo Virzì. Una Roma piegata dalla crisi idrica: disegno beffardo per delle esistenze in cerca di redenzione

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Fuori Concorso l’8 settembre alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia arriva, dopo Notti Magiche del 2018, il dramma Siccità, nuovo lungometraggio di Paolo Virzì. Nel 1997, con il film Ovosodo, si aggiudicò il Gran premio della giuria proprio al Lido, mentre nel 2017 presentò in concorso Ella & John – The leisure seeker (selezionato poi nella shortlist dei candidabili al Premio Oscar). Infine nel 2019 partecipò in qualità di giurato, nell’edizione che assegnò il Leone d’oro al film Joker di Todd Phillips.
Le prime immagini di Siccità mostrano una Roma piegata dalla crisi idrica: un enorme solco arido al posto del Tevere, la gente come impazzita in coda con le taniche vuote, i giornalisti in giro a caccia di storie… Un tema attuale con un cast corale: Silvio Orlando, Valerio Mastandrea, Monica Bellucci, Sara Serraiocco, Elena Lietti, Claudia Pandolfi, Tommaso Ragno, Vinicio Marchioni, Diego Ribon, Max Tortora, Emanuela Fanelli, Gabriel Montesi, Beatrice Schiros, Francesca Turrini, Emma Fasano, Liliana Fiorelli.

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«Un film profetico»: queste sono le parole utilizzate da Alberto Barbera, direttore artistico del Festival di Venezia. Scritto da Francesca Archibugi, Paolo Giordano, Francesco Piccolo e Paolo Virzì, su soggetto di Giordano e Virzì, viene raccontata allo spettatore la Capitale, città d’elezione del regista, produttore, sceneggiatore livornese, dove non piove da tre anni e la mancanza d’acqua stravolge regole e abitudini. Questa arsura provoca sete nella popolazione, che in preda alla ricerca di qualche goccia si ritrova con la mente alterata. Tra questi vi sono un gruppo di personaggi di età ed estrazione sociale diversa, alcuni vittime e altri opportunisti. Non sanno però che le loro vite sono legate le une alle altre.
La fotografia di Luca Bigazzi, il montaggio di Jacopo Quadri, i costumi della figlia Ottavia Virzì e le musiche di Carlo Virzì (da tempo collaboratore del fratello – nel 2011 il Bif&st di Bari gli assegna il Premio Ennio Morricone per le musiche de La prima cosa bella, nel 2016 La pazza gioia vince il Nastro d’argento alla migliore colonna sonora) fanno da cornice a questo disegno beffardo e tragico di esistenze in cerca di redenzione. Temi in comune (la lunga attesa, la paura, lo sconforto), si ritrovano nel film L’ingorgo, del 1979 diretto da Luigi Comencini, liberamente tratto da un racconto di Julio Cortázar. Che Virzì sia stato ispirato dal regista lombardo per far comprendere allo spettatore che in qualche modo siamo succubi dell’ineluttabilità del destino?
Siccità arriverà poi nelle sale cinematografiche dal 29 settembre.

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