#Venezia79 – The Banshees of Inisherin. Incontro con Martin McDonagh e il cast

Martin McDonagh torna a Venezia dopo il successo del precedente Tre manifesti a Ebbing, Missouri, e ritrova Colin Farrell e Brendan Gleeson. la coppia di In Bruges. In Concorso

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Volevo questi sue attori insieme, ho sempre desiderato fare di nuovo qualcosa con loro… mi piaceva l’idea, è da qui che è nato l’incipit per questo mio nuovo film”: autore e scrittore – prima teatrale, poi cinematografico, Martin McDonagh è a Venezia con The Banshees of Inisherin, in Concorso. Nel cast anche Kerry Condon, Brendan Gleeson, Colin Farrell. Da subito nasce un’atmosfera ilare e scherzosa durante l’incontro con la stampa de Lido. Ma il vero centro della conferenza è stato il dibattere l’importanza della conversazione – che se applicata al cinema o alla scrittura di sceneggiature si maschera da dialoghi, come accade nelle opere di un cineasta come McDonagh – e Farrell afferma:

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“C’è oggi un senso di saturazione nelle informazioni, i social media ci allontanano dall’intimità che è necessaria quando si discute con qualcuno. Io amo fare belle chiacchierate con qualcuno, anche se a volte conversare permette di dare giudizi su quella persona.”

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Ma questa conversazione è di base un processo che troviamo in tutte le fasi di produzione di un film. Infatti prima delle riprese il regista e il cast si sono concessi due settimane per approfondire e studiare la sceneggiatura – che a sua volta è una forma di dialogo con se stessi.

Poi si passa a esplorare la complicità tra Gleeson e l’amico/collega Farrell, parlando di amicizie terminate dolorosamente, come accade nella pellicola. Senza mai escludere la supervisione del regista Farrell parla di una fase di preparazione della sceneggiatura andando a studiare il proprio vissuto:

“Mi è piaciuto il fatto che abbiamo avuto a disposizione uno spazio condiviso in un teatro per le prove. Abbiamo parlato della sceneggiatura, ne abbiamo parlato a lungo, abbiamo immaginato quale sarebbe potuto essere il risultato. Mi è servito per trovare la fiducia ed essere a mio agio con il materiale.”

È stato interessante osservare la sinergia tra cast e regista/autore, come per segnalare un amore nei confronti dei personaggi, un amore riposto nell’atto di raccontare storie e di sentire il bisogno di comunicare i propri sentimenti, che poi diverranno dialoghi, appunto.

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